Diritto dell'Esecuzione Forzata

Impignorabilità dell’erede con beneficio di inventario

Limiti al pignoramento presso terzi

Cass., 4 settembre 2015, sez. Lavoro, n. 17633 (leggi la sentenza)

Per la sentenza della Cassazione Civile del 4 settembre 2015, sez. Lavoro, n. 17633, l’erede, che abbia espletato le formalità necessarie per l’accettazione con il beneficio d’inventario, non può essere oggetto di esecuzione forzata da parte dei creditori del de cuius.

Il ricorso è stato presentato nei confronti di una sentenza del Tribunale di Rossano, che pronunciando sull’opposizione a precetto da parte di due eredi, nei confronti dell’INPS, per delle pretese nascenti da obblighi contributivi del de cuius, aveva dichiarato la nullità parziale del precetto notificato, confermandolo nei riguardi di ciascuno degli opponenti nella minor somma di rispettiva debenza.

Avverso tale sentenza uno degli eredi opponenti presenta ricorso, sostenendo che la sentenza impugnata non aveva tenuto conto che, una volta trascritta l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, non sono più ammissibili azioni esecutive e che quindi anche l’eventuale notifica del precetto non ha alcuno scopo ed è pertanto da ritenersi nullo.

Per la Corte il motivo è fondato, perché l’erede che abbia accettato l’eredità con beneficio di inventario non può, una volta eseguita la pubblicazione prevista dall’art.498 c.c., essere assoggettato ad esecuzione forzata da parte dei creditori del de cuis..

La Corte ribadisce che la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario, alla luce dell’art.490 c.c., ha una propria immediata efficacia ed incide sulla limitazione della responsabilità intra vires, purché vi sia una tempestiva sopravvenienza dell’inventario rispetto all’espletamento dell’esecuzione forzata; in mancanza l’erede è da considerarsi senza beneficio, ma non per una presunta decadenza, piuttosto per non averlo mai conseguito.

La sentenza in oggetto, dunque, pone l’erede, che abbia espletato le formalità relative al beneficio d’inventario, al riparo da eventuali esecuzioni da parte dei creditori del de cuius, aderendo allo spirito dell’articolo 490 del codice civile, che prevede tra gli effetti dell’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, la limitazione della responsabilità dell’erede beneficiato entro il valore dei beni a lui pervenuti.

Detto ciò la Corte riconosce, tuttavia, la possibilità che l’erede possa essere convenuto in giudizio dai creditori del de cuius solo nel caso in cui quest’ultimi propongano azioni di accertamento e/o di condanna.

Tale sentenza protegge pertanto l’erede beneficiato limitatamente al pignoramento, proprio perché i giudici hanno ben presente l’effetto del “patrimonio separato”.

A conferma di ciò non si esclude qualsiasi azione nei confronti dell’erede beneficiato, ma solo quella che incide sul patrimonio, poiché ammettendo lecito il pignoramento nei confronti dell’erede beneficiato, non si rispetterebbe la separazione dei patrimoni che il legislatore vuole tutelare.

21 settembre 2015

Davide Vecchione – d.vecchione@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Una recente Ordinanza emessa dalla VI Sezione Civile della Corte di Cassazione ha sancito il princip...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Cari lettori, all’indomani della pubblicazione del DL 137/202, c.d. Decreto Ristori, non possia...

Coronavirus

Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Con un recente arresto, il Tribunale di Torre Annunziata ha analizzato, nell’ambito di un giudizio...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

X