Persone e Famiglia

Impignorabilità del bene costituito in fondo patrimoniale: quali i bisogni della famiglia che assumono rilevanza?

Cass., Sez. III Civile, 11 luglio 2014, n. 15886 (leggi la sentenza per esteso)

Il presente contributo sottopone all’attenzione del lettore la recente pronuncia giurisprudenziale in tema di azione esecutiva sui beni costituiti in fondo patrimoniale.

Come noto, la costituzione del fondo patrimoniale limita l’aggredibilità dei beni conferiti solamente alla ricorrenza di determinate condizioni, rendendo più incerta o difficile la soddisfazione del credito e, conseguentemente, riducendo la garanzia generica di cui all’art. 2740 c.c.

Nella pronuncia de qua, la Suprema Corte, richiamando un principio già affermato,  evidenzia  che nel caso di opposizione proposta dal debitore avverso l’esecuzione avente ad oggetto tali beni , al fine di contestare il diritto del creditore di agire esecutivamente ex art. 615 c.p.c., l’onere della prova grava sul debitore opponente.

In particolare, il debitore dovrà fornire prova della regolare costituzione del fondo, la sua opponibilità al creditore pignorante e la prova che il debito fu contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

Nella fattispecie, i giudici della Suprema Corte hanno chiaramente sottolineato come non sia sufficiente, da parte del debitore, limitarsi  ad affermare che il debito contratto fosse estraneo ai bisogni della famiglia.

Difatti, secondo la Corte,  va ribadito il principio di diritto per il quale “ in tema di esecuzione sui beni del fondo patrimoniale e sui frutti di essa, il disposto dell’art. 170 c.c.,  per il quale l’esecuzione non può aver luogo per i debiti che il creditore conosceva contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia, va inteso non senso restrittivo, vale a dire con riferimento alla necessità di soddisfare l’indispensabile per l’esistenza della famiglia – bensì (…) nel  senso di ricomprendere in tali bisogni anche quelle esigenze volte al pieno mantenimento ed armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, restando escluse solo le esigenze voluttuarie o caratterizzate da intenti meramente speculativi”.

In conclusione, quindi, la Suprema Corte afferma che il debitore, per potersi  avvalere del regime di impignorabilità dei beni costituiti in fondo, di cui all’art. 170 c.c.,  dovrà fornire adeguata prova, non potendosi limitare ad indicare il debito come estraneo ai bisogni della famiglia, atteso  che “I beni costituiti in fondo patrimoniale non possono essere sottratti all’azione esecutiva dei creditori quando lo scopo perseguito nell’obbligarsi sia quello di soddisfare i bisogni della famiglia, da intendersi non in senso meramente oggettivo, ma come comprensivi anche dei bisogni ritenuti tali dai coniugi in ragione dell’indirizzo della vita familiare e del tenore prescelto, in conseguenza delle possibilità economiche familiari”.

25 luglio 2014

(Paola Maccarrone – p.maccarone@lascalaw.com)

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