L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

Immissioni acustiche: superamento del limite di tollerabilità

La Suprema Corte ha deciso sul caso del proprietario di un immobile adiacente alla corsia nord dell’autostrada, il quale, a causa delle immissioni acustiche superiori al limite di tollerabilità, aveva ottenuto nei confronti della società Autostrade del Brennero S.p.A. un provvedimento ex art. 700 c.p.c. che imponeva a quest’ultima la costruzione di una barriera antirumore.

Il provvedimento era stato confermato nel merito dal Tribunale di Modena e dalla Corte di Appello di Bologna. La società Autostrade del Brennero S.p.A. proponeva, quindi, ricorso in Cassazione.

La Corte di Cassazione con la decisione in commento ha confermato il provvedimento dei giudici di merito, rigettando in toto le argomentazioni della ricorrente.

La Suprema Corte, infatti, ha ritenuto provato il superamento del limite di tollerabilità delle immissioni, in quanto circostanza non contestata dalla società Autostrade del Brennero S.p.A.

Inoltre, gli ermellini hanno statuito che, trovandosi in una situazione di accertato superamento dei limiti di tollerabilità del livello di inquinamento acustico, non è rilevante l’eccezione sollevata dalla ricorrente relativa al contemperamento delle esigenze di produzione ex art. 844 co. 2 c.c.

L’art. 844 c.c., infatti, trova applicazione nelle ipotesi di conflitti di interesse tra usi diversi di unità immobiliari contigue, stabilendo che nel caso di immissioni connesse all’espletamento di attività produttive, è consentita l’elevazione della soglia di tollerabilità, sempre che non venga in gioco il fondamentale diritto alla salute, da considerarsi valore sempre prevalente in funzione del soddisfacimento del diritto a una normale qualità della vita (v. tra le tante, Sez. II n. 8420-06, n. 5564-10, n. 939-11, tutte nel solco tracciato dalla sentenza C. cost. n. 247-74).

Nel caso di specie trattasi, invece, di inquinamento acustico derivante da sorgente mobile, quale il traffico veicolare dell’autostrada della cui costruzione e del cui esercizio la società convenuta era concessionaria. La causa petendi è circoscritta, quindi, alla violazione degli artt. 32 Cost. e  2043 c.c., in quanto occorre stabilire se le immissioni sonore abbiano arrecato un danno alla salute umana e all’ambiente.
Pertanto a seguito dell’accertato superamento della soglia di normale tollerabilità (finanche rapportata all’art. 844 c.c.) la Corte ha ritenuto di escludere l’applicazione di qualsiasi criterio di contemperamento di interessi contrastanti e/o di priorità dell’uso, rilevando unicamente l’illiceità del fatto generatore del danno, ai sensi dell’art. 2043 c.c.

Cass., sez. I, 12 luglio 2016, n. 14180

Sara Severoni s.severoni@lascalaw.com

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