Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Illegittimità dell’art 54 ter: Velletri e Milano a confronto

A circa una settimana dalla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 128/2021 che ha dichiarato l’illegittimità della seconda proroga dell’art. 54 ter, inevitabilmente si è aperto un dibattito avente ad oggetto la necessità o meno di riassumere le procedure esecutive immobiliari dalla citata sospensione, nonché i termini per il deposito delle relative istanze.

Nel nostro precedente contributo sul punto, abbiamo commentato la circolare del Tribunale di Roma, il primo Foro ad essersi pronunciato, che parrebbe aver richiesto il deposito delle riassunzioni entro sei  mesi dalla cessazione della causa di sospensione, e quindi, entro il 30.06.2021, evidenziando il  conflitto tra il predetto orientamento che pregiudica ulteriormente le ragioni dei creditori,  e la ratio sottesa alla pronuncia della Corte Costituzionale, volta a ristorarli dal pregiudizio subito a seguito della proroga della sospensione delle procedure esecutive.

Con il presente contributo, condividiamo il decreto dell’ufficio esecuzioni del Tribunale di Velletri depositato il 29.06.2021 che pronunciandosi sulla questione, ha espresso un orientamento opposto rispetto a quello del Tribunale di Roma, ma certamente più aderente alle ragioni poste a fondamento della pronuncia della Corte Costituzionale.

Infatti, partendo dal medesimo presupposto dal quale era partito il Tribunale di Roma e cioè che a seguito della pronuncia di incostituzionalità del D.L. 183/2020 (c.d. Decreto Milleproroghe) la proroga della sospensione delle procedure esecutive immobiliari decada con effetto retroattivo, il Foro di Velletri è giunto ad una conclusione diversa rispetto al Foro romano, disponendo la riassunzione d’ufficio di tutte le procedure sospese ex art 54 ter, anche in assenza di apposita istanza di riassunzione depositata dalle parti e ordinando conseguentemente ai delegati di dare impulso alle attività già autorizzate, dandone notizia alle parti.

E’ evidente che l’orientamento in commento, oltre ad essere molto più aderente alla ratio sottesa alla decisione della Corte Costituzionale, ha il pregio di evitare una paralisi dell’attività delle cancellerie delle esecuzioni dei Tribunali e dei giudici delle esecuzioni che si troverebbero diversamente a gestire, in un lasso di tempo brevissimo, centinaia di depositi le une e ad emettere altrettanti provvedimenti gli altri.

In linea con quanto esposto, si segnala, altresì soprattutto per la lungimiranza della soluzione adottata, la linea preventivamente adottata dal Tribunale di Milano, e sintetizzata dal provvedimento della dott.ssa Caterbi, del 28.06.2021, chiamata a pronunciarsi su un’istanza di riassunzione.

Il Foro Milanese, infatti, considerato il numero elevato di procedure potenzialmente interessate dalla sospensione ex art 54 ter, ha optato per non adottare provvedimenti di sospensione, preferendo invece, rinviare gli incombenti processuali a data successiva alla scadenza del termine di sospensione e ciò al fine di evitare, il deposito da parte dei creditori di una pluralità di istanze non gestibili dai giudici e dalla cancelleria.

Il pregio di tale scelta sta nell’aver previsto e preventivamente risolto la problematica della paralisi delle cancellerie a seguito del deposito massivo delle istanze di riassunzione, a seguito dello spirare del periodo di sospensione, e nell’aver tutelato i creditori dal rischio di veder pregiudicate le loro ragioni da un eventuale mancato e/o tardivo deposito dell’istanza di riassunzione.

Ad oggi, non si ha evidenza di circolari adottate da altri Fori, tuttavia, è lecito ritenere che a fronte di una circolare del tenore di quella del Tribunale di Roma e nel silenzio degli altri Tribunali, nel dubbio, i creditori abbiano provveduto al deposito delle istanze di riassunzione delle procedure sospese ex art 54 ter entro il termine del 30.06.2021.

In ogni caso, si auspica che il medesimo orientamento espresso dal foro di Velletri venga sposato anche dagli altri Fori che abbiano adottato provvedimenti di sospensione delle procedure esecutive ex art 54 ter, e ciò al fine di scongiurare il rischio di estinzione di procedure per un eventuale mancato o tardivo deposito di istanze di riassunzione.

Arianna Corsaro – a.corsaro@lascalaw.com

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