Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Quando è illegittima la notifica al custode?

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 3595 del 10 febbraio 2017 è tornata ad occuparsi delle modalità di notifica degli atti giudiziari al portiere dello stabile o del condominio dove abita il destinatario dell’atto da notificare.

In particolare, l’oggetto della controversia riguardava la notifica da parte dell’Agenzia delle Entrate di una cartella di pagamento.

In primo ed in secondo grado, la commissione tributaria provinciale e quella regionale rigettavano la domanda del contribuente ritenendo legittima la cartella di pagamento notificatagli dal concessionario per la riscossione ex artt. 145 e 139 c.p.c.. Si giungeva così in Cassazione.

La società ricorrente, in particolare, si doleva delle modalità della notifica dell’avviso di accertamento (atto prodromico rispetto alla cartella esattoriale vera e propria) in quanto il documento era stato consegnato dal messo comunale al custode del palazzo.

La Cassazione ha accolto il ricorso, cassando la sentenza impugnata e nel merito ha accolto il ricorso della società ricorrente, affermando il predominante indirizzo giurisprudenziale di legittimità secondo il quale “in caso di notifica nelle mani del portiere, l’ufficiale giudiziario deve dare atto, oltre che dell’assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto, onde il relativo accertamento, sebbene non debba necessariamente tradursi in forme sacramentali, deve, nondimeno, attestare chiaramente l’assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dal secondo comma dell’art. 139 c.p.c., secondo la successione preferenziale da detta norma tassativamente stabilita. È pertanto nulla la notificazione nelle mani del portiere quando la relazione dell’ufficiale giudiziario non contenga l’attestazione del mancato rinvenimento delle persone indicate nella norma citata”.

Quindi, secondo quanto ribadito dalla Cassazione con la sentenza in commento, la notifica di un atto giudiziario al custode o al portiere dello stabile dove ha sede o domicilio il destinatario non è valida ogni qualvolta nella relazione di notifica manchi l’attestazione dell’ufficiale giudiziario relativa al mancato rinvenimento di altre persone legittimate a ricevere il plico, non essendo, peraltro, sufficiente a sanare l’irregolarità della notifica l’invio della successiva raccomandata al destinatario.

Cass., Sez. V, 10 febbraio 2017, n.3595 (leggi la sentenza)

Marco Sambucco – m.sambucco@lascalaw.com

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