Crisi e procedure concorsuali

Il trustee non è litisconsorte necessario nel procedimento prefallimentare

Cass., Sez. I Civile, 20 febbraio 2015, n. 3456

Il trust non è un ente dotato di personalità giuridica, ma un insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato e formalmente intestati al trustee, che è l’unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi non quale legale rappresentante, ma come colui che dispone del diritto. Ne consegue che il trustee non è litisconsorte necessario, ad esempio, nel procedimento per la dichiarazione di fallimento della società che vi ha conferito l’intera sua azienda, comprensiva di crediti e di debiti, in quanto l’effetto proprio del trust non è quello di dar vita ad un nuovo soggetto di diritto, ma quello di istituire un patrimonio destinato ad un fine prestabilito.

La Corte di Cassazione si è pronunciata nuovamente sulla natura giuridica del trust, ribadendo  che questo non è un ente dotato di personalità giuridica, bensì un insieme di beni e rapporti giuridici.

La sentenza suscita interesse dal momento che la Corte ha colto l’occasione per precisare che il trustee non è litisconsorte necessario nel procedimento per la dichiarazione di fallimento di una società che abbia conferito in un trust liquidatorio l’intera propria azienda, comprensiva di crediti e di debiti.

Nel caso al vaglio della Corte si discuteva della legittimazione processuale del titolare e rappresentante legale di una ditta, che aveva conferito in trust l’intero patrimonio aziendale, adducendo che tale legittimazione spettasse in realtà, a seguito dell’istituzione del trust, al trustee. La pronuncia riprende un principio di diritto processuale del trust già espresso in altre sentenze, declinandolo in materia fallimentare e chiarendo la posizione processuale del trustee nell’ambito della dichiarazione di fallimento. Per comprendere la tesi sostenuta dalla Corte è necessario premettere che il trust, come affermato in dottrina e come già sostenuto in giurisprudenza (Cass, sez. 2, 22 dicembre 2011, n. 28363), non è un soggetto giuridico dotato di una propria personalità, bensì un insieme di beni e rapporti giuridici ed il trustee è l’unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi, non quale “legale rappresentante” di un soggetto, il trust (che, appunto, non esiste), ma come soggetto che realizza gli interessi e gli scopi del trust. Il trustee ha capacità processuale attiva e passiva in relazione ai beni conferiti in trust in ragione del particolare ufficio ricoperto, ma non si può parlare di rappresentanza perché tale istituto presupporrebbe una soggettività giuridica del trust, che invece, come detto, non sussiste.

19 marzo 2015

Sofia Carnelli – s.carnelli@lascalaw.com

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