Lavoro e Relazioni Industriali

Il Testo Unico dell’apprendistato

Lo scorso 25 ottobre é entrato in vigore il D.Lgs. 14 settembre 2011, n. 167, “Testo Unico dell’apprendistato” che abroga le precedenti disposizioni in materia, razionalizza ed (in parte) innova l’istituto dell’apprendistato nel tentativo di rilanciarlo quale strumento privilegiato per l’accesso al mercato del lavoro da parte dei giovani.

Il decreto legislativo in commento definisce il contratto di apprendistato come “un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani”, con ciò ponendo fine al dibattito circa la durata a tempo determinato o indeterminato del contratto.
Due sono le conseguenze che discendono dall’asserzione circa la durata indeterminata del contratto.
La prima è che si possa recedere dal contratto, al termine della fase formativa, mediante preavviso ex art. 2118 c.c., in mancanza del quale il rapporto prosegue senza soluzione di continuità.
La seconda conseguenza consiste nel divieto di licenziamento dell’apprendista durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

Si noti che la disciplina dell’apprendistato è rimessa alla contrattazione collettiva o interconfederale nel rispetto di alcuni principi -in parte già presenti nel d.lgs. 276/2003- tra cui la forma scritta del contratto, del patto di prova e del relativo piano formativo, il divieto di retribuzione a cottimo, la possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria da raggiungere, la presenza di un tutore o referente aziendale e la possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria  del rapporto, superiore a 30 giorni.

Le tipologie di apprendistato previste nel Testo Unico sono tre:
a) apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, c.d. apprendistato di primo livello, rivolto ai giovani da 15 a 25 anni (il limite non è più 18 anni come previsto dalla precedente normativa);
b) apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere per i giovani da 18 a 29 anni;
c) apprendistato di alta formazione e ricerca: rivolto ai soggetti dai 18 (o 17 se in possesso di una qualifica professionale) ai 29 anni.

Tra le novità del Testo Unico vi è la possibilità di assumere con contratto di apprendistato anche i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale.

Giova infine ricordare che il datore di lavoro beneficia di agevolazioni contributive, ma nel caso in cui lo stesso non adempia agli obblighi di formazione in favore dell’apprendista è tenuto alla restituzione della differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale che il lavoratore avrebbe raggiunto al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%.

(Federico Strada – f.strada@lascalaw.com)

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