Diritto Processuale Civile

Il termine di costituzione dell’appellante nel caso di notificazione dell’appello a più parti

Con la sentenza civile del 19/10/2012, n. 18073 la S.C. riconferma l’orientamento, sull’interpretazione dell’art. 347, comma 1, c.p.c., fatto proprio dalle Sezioni unite con la recente sentenza n. 10864 del 2011.

Con la sentenza segnalata la S.C. ha ribadito che l’art. 347, comma primo, c.p.c., nello stabilire che la costituzione in appello avviene secondo le forme ed i termini per i procedimenti davanti al tribunale, rende applicabili al giudizio d’appello le previsioni di cui agli artt. 165 e 166 c.p.c., ma non quella di cui all’art. 171 c.p.c. (concernente la ritardata costituzione delle parti), la quale è incompatibile con la previsione di improcedibilità dell’appello, se l’appellante non si costituisca nei termini, di cui all’art. 348 c.p.c., con la conseguenza che il giudizio di gravame sarà improcedibile in tutti i casi di ritardata o mancata costituzione dell’appellante, a nulla rilevando che l’appellato si sia costituito nel termine assegnatogli.

Infatti, il richiamo alle “forme” ed ai “termini” del procedimento avanti il tribunale, contenuto nell’art. 347, primo comma, c.p.c., per quanto attiene alla costituzione dell’attore, deve ritenersi riferito esclusivamente al termine di cui all’art. 165 c.p.c., in quanto lo impone il tenore dell’art. 348 del codice di rito, che, stabilendo espressamente l’improcedibilità dell’appello per la mancata costituzione in termini e prevedendo una sanzione ricollegata all’inosservanza del termine per la costituzione dell’appellante, rende incompatibile – ai sensi dell’art. 359 c.p.c. – che l’applicazione di tale sanzione possa essere posta nel nulla da un comportamento successivo dell’appellante, soggetto destinatario della sanzione (quale sarebbe la riassunzione) o dell’altra parte, cioè l’appellato (quale sarebbe la riassunzione o la sua costituzione tempestiva) o di entrambe le parti (che chiedessero di trattare la causa, in caso di ritardata costituzione di entrambe). L’applicazione della norma dell’art. 171, secondo comma, c.p.c. resta possibile, invece, per il caso di costituzione tempestiva dell’appellante, consentendosi in tal caso la costituzione dell’appellato all’udienza (ferma l’applicazione del primo comma dell’art. 343 c.p.c., in punto di decadenza dall’appello incidentale e salva in ogni caso l’applicazione del secondo comma di tale norma).

Con la sentenza in rassegna, infine, la S.C. ha anche dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale prospettata con riferimento al secondo comma del citato art 165 c.p.c., avuto riguardo alla decorrenza del termine di costituzione nel caso di notificazione dell’atto introduttivo a più persone.

(Simone Corradin – s.corradin@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

“L’inserimento del ISC nel contratto e nel documento di sintesi assolve ad una funzione merament...

Diritto Processuale Civile

Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

In materia di notificazioni al difensore, a seguito dell’introduzione del domicilio digitale, cor...

Diritto Processuale Civile

Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

È stato dichiarato viziato da invalidità formale il processo esecutivo avviato senza che sia stata...

Diritto Processuale Civile

X