Diritto Processuale Civile

Il termine breve d’impugnazione e la notifica della sentenza d’appello al codifensore non domiciliatario

Cass., 17 settembre 2012, Sez. VI, n. 15594

Massima: “Deve dichiararsi l’inammissibilità del ricorso per cassazione laddove proposto una volta decorso il termine di 60 giorni dalla notificazione della d’appello laddove quest’ultima a uno dei due procuratori costituiti nel giudizio d’appello in rappresentanza della parte, e che, sebbene domiciliatario fosse l’altro procuratore, tale sola notificazione deve ritenersi sufficiente a produrre l’effetto della decorrenza del cosiddetto “termine breve” d’impugnazione, ex articolo 326 Cpc, dovendo infatti ricordarsi che, allorché la notificazione di un atto debba per espressa disposizione di legge, come nel caso della notificazione della sentenza, essere compiuta presso il procuratore costituito, diviene irrilevante la circostanza che tale procuratore sia o no anche domiciliatario della parte, essendo egli l’unico legittimato, e non questa, alla ricezione dell’atto medesimo, con la conseguenza che qualora la parte si sia costituita in giudizio a mezzo di due procuratori, è valida, al fine della decorrenza del termine per l’impugnazione, la notificazione della sentenza effettuata presso uno di questi, ancorché la parte stessa abbia eletto presso l’altro il proprio domicilio.” (leggi la sentenza per esteso)

Con l’Ordinanza 15594/12, pubblicata il 17 settembre dalla VI Sez. Civ., la Corte di Cassazione ha cristallizzato il seguente principio:

“(…)È inammissibile il ricorso per cassazione proposto dopo che sono passati sessanta giorni dalla notifica della sentenza d’appello, anche se quest’ultima è avvenuta presso uno dei procuratori della controparte che non è il domiciliatario. A condizione, però, che l’avvocato destinatario dell’atto non sia esercente al di fuori del circondario (…)”.

Quanto statuito è espressione della costante giurisprudenza secondo cui, allorché la notificazione di un atto debba per espressa disposizione di legge, come nel caso della notificazione della sentenza, essere compiuta presso il procuratore costituito, diviene irrilevante la circostanza che tale procuratore sia o meno anche domiciliatario della parte, essendo egli l’unico legittimato alla ricezione dell’atto medesimo, con la conseguenza che, qualora la parte si sia costituita in giudizio a mezzo di due procuratori, è valida, al fine della decorrenza del termine per l’impugnazione, la notificazione della sentenza effettuata presso uno di questi, ancorché la parte stessa abbia eletto presso l’altro il proprio domicilio (Cfr. Cass. nn. 7094/82, 3995/83, 7699/86, 5774/88 e 5759/04), sempre che il procuratore destinatario della notificazione non sia esercente fuori dal circondario e non eligente domicilio R.D. n. 37 del 1934, ex art. 82, (Cfr. Cass. nn. 8169/04 e 2774/11).

(Carmela Prencipe – c.prencipe@lascalaw.com)

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