Persone e Famiglia

Il tema della famiglia: categorie giuridiche e nuove istanze sociali

Il contributo di tre studentesse del liceo classico Parini di Milano che hanno svolto uno stage presso lo Studio La Scala

Come afferma il professor Enrico Giarnieri dell’Università “La Sapienza” di Roma, “la famiglia – e con essa l’istituto del matrimonio – sono divenuti oggetto di sempre maggiore interesse per il giurista, impegnato nel suo continuo ed arduo sforzo di tentare di condensare in determinate e precise categorie giuridiche le nuove istanze sociali riguardanti un diverso ruolo ed una più complessa funzione della famiglia in seno ad un mutato e frammentato contesto civile”; abbiamo provato ad approcciarci a tale contesto civile, intervistando un gruppo di studenti (dunque omogeneo per formazione culturale ma non per estrazione familiare) di età compresa tra i diciotto e i vent’anni,  su alcuni temi controversi quali la definizione di famiglia, il rapporto famiglia –società, l’ingerenza del diritto in tale ambito e il valore dell’istituzione matrimoniale.

A seguito di tale inchiesta, abbiamo innanzitutto riscontrato che la presenza di figli è riconosciuta da una buona maggioranza come elemento costituente del nucleo familiare: in pochi hanno esteso la definizione anche a “rapporti che legano tra loro individui che si prendono cura l’uno dell’altro e si sostengono nella crescita personale”, come afferma un’intervistata. Da ciò si può dedurre l’influenza in Italia della cultura cattolica, indipendentemente dall’orientamento religioso del singolo, sulla percezione individuale; emblematico, in questo senso, è il saggio Famiglia, famiglie: affetti e legami, nel quale la docente dell’Università Cattolica, Eugenia Scabini, identifica nella procreazione il “movente – scopo specifico della famiglia”.

Riguardo al rapporto tra famiglia e società, sono emersi punti di vista eterogenei: una parte degli intervistati ritiene che le istituzioni inducano i singoli a realizzare la propria persona all’interno di uno specifico nucleo famigliare, il cui stampo sia prettamente tradizionale, tutelando e garantendo ad esso “un regime privilegiato rispetto ad altri tipi” (Pierfrancesco Grossi), come sostiene anche la studiosa Chiara Saraceno, secondo cui “sono le norme che definiscono quali rapporti di sesso o di generazione sono familiari oppure no”.

L’altra parte è portata invece a riconoscere alla famiglia un’anteriorità rispetto all’apparato giuridico, che dovrebbe dunque adeguarsi ai mutamenti sociali. E’ opinione condivisa tra gli intervistati che il diritto debba in ogni caso prendere atto dell’esistenza di realtà familiari extra-matrimoniali che dovrebbero godere degli stessi trattamenti di quella istituzionalizzata.

Di fronte alla prospettiva che tali esigenze si concretizzino in un contratto para-matrimoniale gli intervistati sono portati a riflettere sul valore dell’unione tradizionale. Se da un lato, infatti, la maggioranza ritiene che solo per i credenti il matrimonio conserverebbe un significato peculiare ideologico-religioso, dall’altro c’è chi rileva che esso godrebbe comunque di un valore spirituale in quanto, oltretutto, più vincolante rispetto a un semplice riconoscimento giuridico.

L’attuale dibattito che coinvolge ogni strato della società appare, dunque, particolarmente complesso ed è quindi riduttivo inscrivere opinioni tanto divergenti in una tendenza univoca.

27 aprile 2015

Stefania Magnetto, Francesca Angeleri, Valentina Vegro

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