Diritto dell'Esecuzione Forzata

Il risarcimento del danno: rapporti tra aggiudicatario e occupante sine titulo

Tribunale di Pisa, 26 gennaio 2015, n. 107

Con sentenza n. 107 del 26 gennaio 2015 il Tribunale di Pisa, ha ribadito il principio per cui “la domanda con cui l’attore chieda di dichiarare abusiva ed illegittima l’occupazione di un immobile di sua proprietà da parte del convenuto, con conseguente condanna dello stesso al rilascio del bene ed al risarcimento dei danni da essa derivanti, senza ricollegare la propria pretesa al venir meno di un negozio giuridico, che avesse giustificato la consegna della cosa e la relazione di fatto sussistente tra questa ed il medesimo convenuto, non dà luogo ad un’azione personale di restituzione, e deve qualificarsi come azione di rivendicazione”.

Nel caso di specie, l’attore chiedeva la condanna di controparte al risarcimento dei danni patiti per l’occupazione del cespite aggiudicato all’asta e rilasciato solo dopo aver azionato la procedura esecutiva, tramite ufficiale giudiziario. In considerazione della contestazione sul quantum, avanzata da parte convenuta, veniva espletata ctu e la causa veniva trattenuta in decisione. Il Giudice, dunque, avvalorato il decreto di trasferimento del bene quale titolo immediatamente esecutivo per il rilascio dell’unità immobiliare, ha così argomentato la propria decisione:

(i)                  l’occupazione dell’immobile si configura come sine titulo, sicché il danno per il proprietario del bene è in re ipsa essendo quanto lamentato originato dal lucro cessante. Il danneggiato, infatti non ha potuto trarre i frutti né dal pagamento del prezzo né dal godimento dell’immobile (Cass. 2013 n. 8571; Cassazione civile, sez. III, sentenza 10.02.2011 n. 3223; Cass. 10 febbraio 2011, n. 3223; Cass. 18 gennaio 2006, n. 827; Cass. 5 novembre 2001, n. 13630; v. pure, da ultimo, Cass. 7 agosto 2012, n. 14222);

(ii)                l’atto si realizza solo quando è stato palesato alle parti del processo esecutivo, ovvero nel momento in cui l’interessato ha avuto la legale conoscenza dello stesso, tramite un atto successivo che necessariamente lo presupponga (Cass. Ordinanza n. 24662 del 31/10/2013). Nella specie, appunto, l’attore non ha fornito la prova della conoscenza del decreto di trasferimento da parte del debitore, di talché il debitore dovrà rispondere dal momento della notifica del decreto di trasferimento del bene;

(iii)              il debito è di valore, perciò suscettibile di rivalutazione monetaria a decorrere dalla data dell’occupazione sino al soddisfo e, su detta cifra saranno computati gli interessi a titolo di compensazione del mancato godimento nel tempo del controvalore monetario del danno subito.

Infine, richiamato il principio della soccombenza, il competente Tribunale ha statuito che “tenuto conto dell’accoglimento della domanda, i convenuti anche nella qualità, vanno in solido condannati a rifondere all’attore le spese del giudizio, liquidate come in dispositivo tenuto conto di tutte le circostanze del caso (spese effettive, natura e valore della controversia, attività espletate, tariffa vigente) e da integrare poi con gli accessori di legge dell’I.V.A. e della C.P.A.”.

18 settembre 2015

Claudia Modesto – c.modesto@lascalaw.com

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