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Il Registro Imprese ed il Conservatore: ruolo, funzioni e poteri.

Tribunale di Roma, 15 aprile 2015, n. 2854 (leggi il decreto)

Con il decreto n. 2854/2015 del 15/04/2015, il Tribunale di Roma – ufficio del Giudice del Registro delle Imprese, rigettando, tra l’altro, le richieste avanzate da una società di annullamento del rifiuto operato dal registro imprese di Roma all’iscrizione di un atto dalla predetta società presentato, coglie l’occasione  per delineare e inquadrare il ruolo, la funzione ed i poteri del Registro Imprese e, quindi, del conservatore dello stesso.

Il Tribunale adito – ricordando come secondo la costante giurisprudenza del Giudice del registro presso il Tribunale di Roma, il registro delle imprese ha assunto le funzioni tipiche di un pubblico registro cui è assegnata una insostituibile funzione informativa e pubblicitaria – rammenta come il Registro Imprese sia destinato a creare nei confronti dei terzi un legittimo affidamento, giuridicamente tutelato, della legalità e validità delle informazioni e dei dati ivi inseriti.

Conseguentemente, si deve ritenere che il Conservatore – nonostante non possa esprimersi circa la legittimità sostanziale ovvero la validità, sotto il profilo civilistico, del contenuto dei provvedimenti da iscrivere nel Registro – debba però essere tenuto all’esercizio di un potere di controllo di legittimità formale sugli atti che, nei fatti, si traduce nel dover valutare la corrispondenza tra atto da iscrivere e relativo modello legale prima di poter procedere alla sua iscrizione. E questo, in ossequio al principio di tipicità degli atti soggetti all’iscrizione nel Registro delle Imprese che è immanente alla stessa funzione pubblicitaria, posto che infatti, solo la predeterminazione legale degli atti e dei fatti soggetti alla pubblicità stessa, consente ai terzi di conoscere preventivamente quali di essi trovare rappresentati nel pubblico registro.

Secondo il Giudice adito, inoltre, sul Conservatore graverebbe anche l’onere di verificare la compatibilità logico-giuridica tra diverse iscrizioni (sulla base del disposto di cui all’art. 2189, comma 2 Cod. Civ.), in quanto, contrariamente sostenendo, e cioè, ammettendosi implicitamente  la possibilità di iscrizione tra loro incompatibili, verrebbe ad essere vanificata la stessa funzione del registro delle imprese di consentire il legittimo affidamento da parte dei terzi in ordine alla legalità ed alla validità delle informazioni contenute nel registro stesso.

Alla luce di tutto quanto sopra, quindi, il Giudice del Registro, accertando come l’atto per il quale ne era stata richiesta l’iscrizione non rientrava in alcuna ipotesi tipica, prevista dalla legge, di iscrizione, rigettava i ricorsi proposti dalla società istante, disponendo poi la cancellazione d’ufficio dal Registro dei successivi atti già iscritti.

13 maggio 2015

Giada Salvini – g.salvini@lascalaw.com

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