Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Il Protocollo per la consegna dei documenti bancari al Curatore

Il recente protocollo siglato tra la Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano e la Procura della Repubblica – Dipartimento della Crisi d’impresa, è finalizzato a facilitare il reperimento di notizie in ordine ai rapporti bancari e finanziari che facciano capo all’impresa fallita, ai suoi legali rappresentanti e/o amministratori di fatto, o vi abbiano fatto capo in passato.

Nel Protocollo è precisato che la ricostruzione dei rapporti bancari e finanziari è e rimane uno dei principali oneri del Curatore.

Tuttavia, viene altresì evidenziato che “ove vi siano situazioni di particolare difficoltà che caratterizzano la ricostruzione, magari anche favorite da una completa reticenza dei protagonisti, il Curatore può avere un apprezzabile ausilio al proprio lavoro attraverso una richiesta di informazioni che gli consentirà, con l’individuazione dei luoghi ove i predetti rapporti bancari o finanziari venivano tenuti dai soggetti interessati, di potersi rivolgere a colpo sicuro all’istituto di credito o finanziario che intratteneva il rapporto, potendo spendere tra le sue credenziali anche la collaborazione con la procura della Repubblica nella raccolta di informazioni fondamentali per le indagini”

Nella Circolare peraltro è precisato che questa possibilità di ottenere informazioni da parte del Curatore con l’ausilio della Procura riveste carattere eccezionale e deve essere riservata non alla generalità dei casi sottoposti al Curatore, ma a quelli di particolare interesse e nei quali le ricerche pur solerti del Curatore non hanno potuto raggiungere un risultato concreto. In altre parole, “è una facoltà che deve essere utilizzata “cum grano salis” senza abusare della disponibilità necessariamente contingentata che viene offerta”.

Ciò premesso, viene poi regolato l’iter che il Curatore dovrà seguire per ottenere le predette informazioni:

  1. a) il Curatore deve inviare la richiesta di informazioni via PEO o PEC alla Guardia di Finanza componente della sezione di polizia giudiziaria del Dipartimento Crisi Impresa della Procura di Milano;
  2. b) nell’oggetto della e-mail il Curatore deve indicare il nome del soggetto fallito ed il numero e la data della sentenza dichiarativa di fallimento;
  3. c) nel testo della e-mail il Curatore dovrà obbligatoriamente:
  4. i) chiarire se ha già redatto o depositato la relazione ai sensi dell’articolo 33 l.f., oppure se si riserva di farlo all’esito delle ricerche sui rapporti bancari;
  5. ii) riportare esattamente la ditta del soggetto fallito, l’indirizzo del medesimo, il codice fiscale esatto e i dati anagrafici del legale rappresentante o della persona su cui richiede gli accertamenti;

iii) indicare con esattezza il periodo temporale in cui concentrare la ricerca di eventuali rapporti finanziari e bancari;

  1. iv) indicare sempre la propria e-mail ordinaria ed anche l’indirizzo dell’ufficio e un recapito telefonico per eventuali contatti diretti e immediati;
  2. d) la Procura provvederà nel più breve tempo possibile, sempre attraverso posta elettronica, a rispondere al Curatore allegando l’elenco degli istituti presso cui risultano o sono risultati in essere rapporti bancari o finanziari;
  3. e) il Curatore, utilizzando i dati ottenuti, si rivolgerà direttamente all’istituto finanziario bancario per ottenere le informazioni necessarie a verificare ciò che gli serve (ricerca dell’attivo, individuazione delle responsabilità civili e penali, ricostruzione del patrimonio, verifica del movimento degli affari della fallita e/o dei suoi amministratori di fatto o di diritto) in particolare chiederà di far conto e se del caso la documentazione delle disposizioni in addebito;
  4. f) nella predetta comunicazione alla Banca il Curatore sarà tenuto:
  5. i) a indicare l’arco temporale che interessa alla procedura o all’indagine penale che in genere sarà quello intercorrente tra l’inizio della crisi o dell’insorgenza dello stato di insolvenza ed il fallimento (tutto ciò salvo che in particolari situazioni vi siano elementi che suggeriscano la necessità di estendere la ricerca temporale ad un arco di tempo maggiore, ad esempio tra la costituzione della società ed il fallimento soprattutto nell’ipotesi in cui ci si trovi di fronte a società presumibilmente costituite per scopi fraudolenti in danno del fisco o dei creditori);
  6. ii) a chiedere che gli estratti conto dell’istituto di credito riportino in chiaro il destinatario dei flussi di denaro dei titoli in uscita dal conto.
  7. g) il Curatore si impegna a riferire alla Procura della Repubblica l’esito delle ricerche effettuate, facendone esplicita menzione nella relazione 33 l.f., se non ancora presentata, ovvero in una comunicazione a parte, se già depositata, eventualmente allegando quella documentazione bancaria che riterrà interessante per le indagini penali.

Nel protocollo è poi previsto che al fine di facilitare l’accesso alle informazioni presso la Banca, il Curatore – nella comunicazione di cui al punto e) – può sottolineare alla stessa i seguenti profili:

  • che ha ottenuto le informazioni sull’esistenza del rapporto direttamente dalla Procura della Repubblica;
  • che i dati richiesti sono indispensabili per redigere o completare la relazione ai sensi dell’articolo 33 l.f.;
  • che in ogni caso tali dati sono necessari per consentire al Pubblico Ministero di valutare l’eventuale esistenza di fatti di reato ed individuare la persona che li avrebbe commessi;
  • che attende quindi una risposta senza ritardo, indicando eventualmente, ove vi siano particolari situazioni di urgenza, un termine egli stesso, ragionevolmente concepito;
  • che in caso di ritardo rifiuto ingiustificato a rispondere dell’Istituto egli è tenuto a riferirne al Pubblico Ministero con le conseguenze di legge, facilmente intuibili;

A nostro avviso il Curatore deve obbligatoriamente fornire alla Banca le predette indicazioni (nel Protocollo si legge che il Curatore “può sottolineare”), e inoltre, sempre a nostro avviso, dovrà precisare e confermare che la richiesta documentale si inserisce nell’ambito del presente Protocollo, preferibilmente anche allegandolo alla richiesta.

Diversamente e in particolare nel caso in cui la richiesta documentale attenga a rapporti bancari e finanziari dei legali rappresentanti e/o amministratori di fatto della Società Fallita, la Banca si troverebbe nella impossibilità di poter adempiere alle richieste del Curatore.

Del resto, sia l’art. 119 TUB che le norme del GDPR impediscono, infatti, alla Banca di consegnare al Curatore la documentazione relativa ai rapporti bancari e finanziari personali dei legali rappresentati della Società fallita.

Pertanto, riteniamo che i Curatori, nelle proprie comunicazioni che invieranno alle Banche nell’ambito del presente Protocollo, non solo possono, ma devono precisamente indicare tutto quanto previsto nel Protocollo stesso.

CIRCOLARE N. 2 del 2021: relativa alla conclusione del protocollo con la Procura della Repubblica per i dati riguardanti i rapporti finanziari / bancari

Luca Scaccaglia – l.scaccaglia@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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