Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

Il professionista designato dal debitore nel concordato preventivo è un pubblico ufficiale?

La Cassazione ha sancito che, in sede di procedura di concordato preventivo, il professionista incaricato di predisporre la relazione che attesti la veridicità e la fattibilità del piano concordatario del debitore non può essere considerato un pubblico ufficiale.

La questione posta dal Procuratore della Repubblica ricorrente verte sulla possibilità di riconoscere la qualità di pubblico ufficiale, e la conseguente soggettività attiva nei reati di falso ideologico e corruzione in atti giudiziari, alla figura del professionista nominato dal debitore ex art. 161, comma 3, della Legge fallimentare.

Nel caso di specie, la Pubblica Accusa sostiene che la decisione assunta dal Tribunale di Nuoro, fondata sull’esclusione della qualità di pubblico ufficiale nei confronti del professionista, sia contraddittoria, dal momento che lo stesso provvedimento afferma “la titolarità in capo a detto professionista di poteri certificativi inerenti alla formazione della volontà dell’autorità giudiziaria, di funzioni assimilabili a quelle dell’ausiliario del Giudice, di una posizione di indipendenza e di un’attività disciplinata da norme di diritto pubblico”. Nel provvedimento impugnato, come osservato dal Procuratore, si dà in particolare atto che tale professionista è incaricato dello svolgimento di funzioni in parte assimilabili a quelle di un ausiliario del giudice e che riveste una posizione di indipendenza.

Investiti della questione, i Giudici di legittimità hanno invece ritenuto l’assenza di tale qualifica al professionista non, come sostenuto dal Tribunale, sulla base del fatto che la nomina del professionista sia atto di un privato, ossia del soggetto che richiede l’ammissione al concordato preventivo, bensì in forza della mancanza di un’espressa attribuzione al professionista della qualità di pubblico ufficiale da parte della normativa di riferimento. Tale dato risulta significativo in virtù del fatto che ad altri soggetti delle procedure concorsuali tale qualifica è invece espressamente conferita dalla legge fallimentare (in particolare dall’art. 30, per il curatore, dall’art. 165, per il commissario giudiziale e dall’art. 199, per il commissario liquidatore).

Sulla base di questo elemento la stessa V Sezione ha escluso, in passato, la qualità di pubblico ufficiale per il liquidatore giudiziale nominato nella procedura di concordato preventivo, al quale la stessa non è attribuita dalla legge. Come riportato nella sentenza in esame: “non diversamente deve opinarsi per il professionista incaricato della relazione sul piano di fattibilità nella stessa procedura, nei confronti del quale ricorre la medesima situazione normativa”.

In conclusione, in assenza di espresse previsioni normative, il professionista attestatore non è qualificabile come pubblico ufficiale, neppure sulla base delle funzioni ausiliarie e della posizione indipendente che caratterizzano i poteri certificativi dello stesso, i quali restano sempre subordinati ai penetranti controlli del Giudice e dei creditori.

Cass., Sez. V, n. 9542, 8 marzo 2016 (leggi la sentenza)

Luciana Cipollal.cipolla@lascalaw.com

Fabrizio Manganiellof.manganiello@lascalaw.com

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