Vigilanza

Il potere sanzionatorio di Banca d’Italia

Il 23 maggio 2012 Banca d’Italia ha sottoposto alla consultazione pubblica lo schema delle disposizioni di vigilanza volte a disciplinare l’esercizio del potere sanzionatorio della Banca d’Italia.

Tale provvedimento – contenente i principi generali e le regole procedimentali di esercizio del potere sanzionatorio – risponde all’esigenza di razionalizzare la disciplina complessiva in materia[1] – dettando in un unico corpus le disposizioni sinora frammentate in più atti normativi diretti alle diverse categorie di intermediari vigilati, che verranno di conseguenza abrogati e sostituiti.

Sono stati, inoltre, apportati gli aggiornamenti resi necessari dalle numerose modifiche normative che hanno interessato la materia nell’ultimo decennio[2].

In particolare, con le disposizioni:

  • viene chiarito, in coerenza con esigenze di certezza e prevedibilità della sanzione, che, specialmente nelle materie disciplinate da norme di principio, la Banca d’Italia valuta (i) la condotta tenendo conto anche di eventuali provvedimenti volti a precisare il contenuto del precetto o a disporre specifiche misure correttive e (ii) gli effetti che i comportamenti hanno determinato sulla complessiva situazione dell’intermediario o sull’esposizione ai diversi profili di rischio;
  • viene incentivata la collaborazione attiva e l’adozione di misure correttive da parte dei soggetti vigilati; in tal modo, l’esercizio del potere sanzionatorio diventa maggiormente funzionale al perseguimento delle finalità stesse dell’attività di vigilanza;
  • viene dato ampio risalto all’esercizio del diritto di difesa dei soggetti sottoposti al procedimento, prevedendo modalità di interlocuzione che salvaguardino al tempo stesso il pieno contraddittorio tra le parti e l’economicità dell’istruttoria;
  • viene semplificato l’iter istruttorio, prevedendo che il vaglio collegiale sia limitato ai casi di maggiore complessità.

Le disposizioni si applicano a tutte le violazioni accertate dalla Banca d’Italia nell’esercizio dei propri compiti in materia di vigilanza sulla sana e prudente gestione dell’attività bancaria e finanziaria, di trasparenza delle operazioni e correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti nonché di prevenzione dell’utilizzo 
del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo[3].

Nelle suddette materie, le disposizioni sono dirette a tutte le categorie di soggetti sottoposti ai poteri sanzionatori della Banca d’Italia (ambito di applicazione soggettivo): banche, intermediari finanziari, SGR, SIM, SICAV, istituti di pagamento, IMEL, confidi, Poste Italiane spa.

Sono sottoposti alla procedura sanzionatoria

  • coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o di controllo;
  • i dipendenti ai quali è affidata, nell’ambito della struttura aziendale, la responsabilità di specifiche funzioni presso aree o settori operativi, purché i fatti siano riconducibili all’ambito di responsabilità proprio dei soggetti ai quali la violazione viene contestata;
  • coloro che operano sulla base di rapporti, anche diversi dal rapporto di lavoro subordinato, che ne determinano l’inserimento nella struttura organizzativa, purché i fatti siano riconducibili all’ambito di responsabilità proprio dei soggetti ai quali la violazione viene contestata;
  • i soggetti incaricati della revisione legale dei conti, per la violazione delle proprie responsabilità in materia di contabilità, per la mancata comunicazione alla Banca d’Italia di atti o fatti, rilevati nello svolgimento dell’incarico, che possano costituire grave violazione delle norme disciplinanti l’attività bancaria.

In relazione alle violazioni per essi previste dall’art. 144 del T.U., la medesima procedura si applica nei confronti:

  • degli agenti in attività finanziaria e di coloro che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria diversi dalle persone fisiche, nonché degli altri intermediari del credito;
  • dell’agente, del legale rappresentante della società di agenzia in attività finanziaria o del legale rappresentante della società di mediazione creditizia, nonché dei dipendenti.

La consultazione si chiuderà decorsi 60 giorni dalla data di pubblicazione.

(Sabrina Galmarini – s.galmarini@lascalaw.com)



[1] Per le banche, la Circolare n. 229 del 21 aprile 1999; per le SIM, SGR, SICAV, IMEL e intermediari ex art. 107 ante riforma del Titolo V del TUB, le Disposizioni di Vigilanza del 3 settembre 2003.

[2] In particolare: i principi generali per i procedimenti sanzionatori della Banca d’Italia di cui alla legge 262/2005 (Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari); il Provvedimento della Banca d’Italia del 25 giugno 2008, che ha definito le modalità applicative della legge n. 241/90 per i procedimenti amministrativi di competenza della Banca d’Italia in materia di vigilanza e ha individuato i termini e le unità organizzative responsabili dei relativi procedimenti; il Provvedimento della Banca d’Italia dell’11.12.2007 sull’esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi; il d.lgs. n. 104/2010, recante la riforma del processo amministrativo.

[3] Restano escluse dall’ambito applicativo le sanzioni in materia di diritti e obblighi delle parti nella prestazione di servizi di pagamento, pagamenti transfrontalieri, trattamento del contante.

 

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