Conciliazione

Il nuovo decreto ministeriale n. 145 del 6 luglio 2011

Sulla Gazzetta ufficiale n. 197 del 25 agosto è stato pubblicato il decreto correttivo del regolamento n. 180/2010 – in vigore dallo scorso novembre 2010 – che disciplina l’attività di mediazione.

Il nuovo decreto ministeriale n. 145 del 6 luglio 2011 (entrato in vigore lo scorso 26 agosto) introduce alcune novità riguardanti i criteri di formazione e nomina dei mediatori, nonchè le indennità dovute nelle procedure di mediazione attinenti alle materie di cui all'art. 5 comma 1 del d.lgs 28/2010. Questione, quella delle tariffe, assai contestata e che ha suscitato notevoli proteste da parte degli utenti e degli stessi avvocati nel corso dell’ultimo anno.
Innanzitutto la novità introdotta riguarda la formazione: una delle modifiche più rilevanti attiene alla previsione di un “tirocinio assistito” per i mediatori.

Con la modifica apportata all’art. 4, co. 3, lett. b), del D.M. 180/2010, viene infatti richiesta al mediatore, oltre ad una specifica formazione ed un aggiornamento almeno biennale, anche la sua partecipazione, in forma di tirocinio assistito, ad almeno venti casi di mediazione svolti presso gli Organismi iscritti al registro tenuto presso il Ministero di giustizia.

A fronte di tale novità, viene altresì esteso a 12 mesi dalla data di entrata in vigore del D.M. 180/2010 il periodo di tempo che consente ai mediatori già abilitati ai sensi della normativa sulla mediazione societaria di cui al D.M. 222/2004, di acquisire i requisiti formativi previsti per l’esercizio della mediazione o, in alternativa, di attestare di aver svolto almeno 20 procedure di mediazione, conciliazione o negoziazione volontaria e paritetica, in qualsiasi materia, di cui almeno cinque concluse con successo anche parziale.

Quanto ai criteri per la nomina dei singoli mediatori nelle diverse procedure, viene ora specificato che il regolamento degli stessi organismi dovrà sempre prevedere criteri inderogabili e predeterminati, che siano rispettosi della specifica competenza professionale del mediatore designato, desunta anche dalla tipologia di laurea universitaria dagli stessi posseduta.

Ulteriore novità del D.M. n. 145 è quella che stabilisce che, nei casi di mediazione obbligatoria, l’incontro di mediazione debba necessariamente concludersi con un verbale del mediatore nominato ai sensi dell’art. 8, comma primo del decreto n. 28/2010, anche in mancanza di adesione della parte chiamata in mediazione. La parte istante non potrà quindi “accontentarsi” dell’attestato di segreteria – avvantaggiandosi dell’inevitabile risparmio che da ciò deriva -, ma sarà costretta a partecipare all’incontro di mediazione vero e proprio.

A compensare, però, l’aggravio economico, il decreto correttivo interviene fissando nuovi criteri di determinazione delle indennità spettanti agli organismi (art. 16 D.lgs. n. 28/2010), per cui l’importo massimo delle spese di mediazione per ciascun scaglione di riferimento, come determinato a norma della tabella A allegata al decreto viene così aggiornato:

a) nelle materie di cui all’arti. 5, co. 1, del D.Lgs. 180/2010, deve essere ridotto di un terzo per i primi sei scaglioni e della metà per i restanti;

b) quando nessuna delle controparti convocate in mediazione partecipa al procedimento, l’importo dovuto deve essere ridotto a 40 euro per il primo scaglione e a 50 euro per tutti gli altri.

Qualora il valore risulti indeterminato, indeterminabile, o vi sia una notevole divergenza tra le parti sulla stima, l’organismo deciderà il valore di riferimento, sino al limite di euro 250.000, comunicandolo alle parti. In ogni caso, se all’esito del procedimento di mediazione il valore della controversia dovesse risultare diverso da quello dichiarato dalle parti, l’importo dell’indennità sarà comunque dovuto secondo il corrispondente scaglione di riferimento.
Il regolamento di procedura dell’organismo potrà infine prevedere che le indennità di mediazione debbano essere corrisposte per intero prima del rilascio del verbale di accordo.

L’intervento correttivo del D.M. n. 145, denota l’intento del legislatore di dare una risposta alle numerose contestazioni riguardanti due punti cruciali della riforma sulla mediazione civile: da una parte la necessità di garantire un elevato standard qualitativo e di preparazione dei mediatori, e quindi la qualità del servizio offerto; dall’altro, il contenimento delle tariffe per le materie sottoposte alla condizione di procedibilità.

Anche questo secondo obiettivo, a ben guardare, va nella stessa direzione di controllo e garanzia della qualità che il legislatore ha voluto imprimere agli organismi di mediazione: non sarà facile, infatti, per molti di questi organismi sostenere i costi del servizio con la riduzione delle tariffe imposta dalla legge. Anche se molti di loro si stanno orientando per compensare questa riduzione con la possibilità di poter chiedere alle parti istanti, oltre alle spese fisse di segreteria (40 euro), anche le spese vive effettivamente sostenute – e documentate – per le comunicazioni trasmesse alle parti convocate (pensate alle spese per le raccomandate che si renderanno necessarie nel caso di mediazioni in materia condominiale).

Quanto al tirocinio: davvero è difficile immaginare come risponderanno gli organismi, posto che il dettato della legge è tutt’altro che chiaro: anche i mediatori già iscritti dovranno sottoporsi al tirocinio assistito? E nei venti casi saranno anche comprese le mediazioni effettivamente svolte?

Ovviamente questi sono solo due dei molti interrogativi che alcuni degli enti di formazioni più attenti hanno già espresso all’Ufficio Legislativo.

Attendiamo le risposte.

Tutte le modifiche sopra riportate sono già in vigore dal 26 agosto
 
(Paola Ventura – p.ventura@lascalaw.com)

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