Crisi e procedure concorsuali

Il mancato deposito delle osservazioni al progetto di stato passivo determina acquiescenza alla proposta del curatore?

In data 10 aprile 2012 la Suprema Corte di Cassazione, I Sezione Civile, ha accolto il ricorso presentato da un creditore avverso un decreto, pronunciato dal Tribunale di Como, sulla base del quale veniva dichiarata l’inammissibilità dell’opposizione ex art. 98 L.F. proposta al fine di ottenere l’ammissione al passivo di un credito chirografario derivante dalla risoluzione di un contratto di finanziamento.

Prima il curatore del fallimento e poi il Tribunale di Como avevano ritenuto, infatti, che la mancata presentazione, da parte del creditore, di osservazioni al progetto di stato passivo che escludeva il credito di questi, dovesse essere considerata sintomo di acquiescenza alla proposta di esclusione con conseguente decadenza per il creditore dalla possibilità di proporre opposizione ex art. 98 L.F.

La Corte ha ritenuto, invece, di doversi escludere che potesse trovare applicazione tanto il concetto di acquiescenza, espressa o tacita, derivante dalla lettura dell’art. 329 c.p.c. (la parte soccombente che non si voglia avvalere dell’impugnazione, che determina la decadenza dal relativo diritto, non può essere rivolta ad un atto di parte qual è il progetto di stato passivo depositato dal curatore e dal quale non derivano effetti nella sfera giuridica altrui), quanto il concetto di acquiescenza in senso atecnico (deve escludersi che incomba sui creditori il dovere processuale di prendere posizione sulle determinazioni del curatore, laddove avverse). Sarebbe, inoltre, del tutto improbabile parlare di adesione di un creditore alle avverse conclusioni del curatore, in quanto, in un processo tra parti contrapposte, l’attore certo non può concludere per il rigetto della domanda da esso stesso presentata ma soltanto rinunciarvi.

Secondo la Suprema Corte, quindi, il Tribunale di Como ha attribuito, arbitrariamente, a un comportamento processuale del tutto legittimo di un creditore, un significato che né la legge fallimentare né i principi generali dell’ordinamento prevedono.

La stessa Corte ha, infatti, sottolineato come l’art. 95 L.F. stabilisca la possibilità per i creditori di esaminare il progetto di stato passivo, di presentare osservazioni scritte, di produrre nuovi documenti per integrare il quadro probatorio ma non anche il dovere di farlo. Trattasi, dunque, di una mera facoltà.

Si potrebbe soltanto ritenere, secondo il Supremo Giudice, che la mancata presentazione da parte di un creditore di osservazioni al progetto potrebbe comportare delle conseguenze sul futuro giudizio di opposizione, precludendo all’opponente di sollevare eccezioni non rilevabili d’ufficio e di allegare nuovi fatti non dedotti entro l’udienza fissata per l’esame dello stato passivo.

(Stefano Flagiello – s.flagiello@lascalaw.com)

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