Crisi e procedure concorsuali

Il Giudice del lavoro, competente a decidere in tema di DURC, ordina all’INPS il rilascio immediato del certificato positivo ad una società in concordato

Tribunale di Cosenza, Sez. Lav., 1 luglio 2015

[…] la controversia involge posizioni di diritto soggettivo afferenti al rapporto contributivo sottostante al documento, rapporto che è di natura privatistica, senza che venga in rilievo l’esercizio di poteri pubblicistici, sicché la giurisdizione è del G.O. (cfr. T.A.R.  Campania Napoli, Sezi. IV, 3619/2014; nello stesso senso cfr. C.d.S. 2682/2013); la causa, riguardando applicazione di norme previdenziali, relative al versamento dei contributi, è da qualificare come controversia previdenziale (cfr. Cass. 3921/2002, 36/1990), sicché rientra nella sfera di cognizione del giudice del lavoro ai sensi dell’art. 442 c.p.c.

[…] deve ritenersi, sulla base delle deduzioni delle parti e dei documenti ritualmente acquisiti, e con la sommarietà di cognizione propria di questa fase: che non risultano inadempimenti successivi al concordato; che il mancato versamento dei contributi riferiti a periodi precedenti non comporta irregolarità contributiva (ai sensi dell’art. 168 L.F. e dell’art. 5 co. 2 lett. b) del D.M. 24.10.2007); che, allo stato, non appare rilevante in senso contrario il fato che il piano di concordato non preveda il soddisfacimento integrale dei crediti dell’INPS, tanto più che nella fattispecie il piano risulta approvato, col consenso anche dell’Istituto. Pertanto, non appare fondata la attestazione dell’INPS circa la non regolarità contributiva (col DURC del 9.5.2015)

La vicenda al vaglio del Tribunale di Cosenza è ormai nota: l’INPS si rifiuta di rilasciare il DURC positivo ad una società ammessa alla procedura di concordato in continuità.

Come si ricorderà, anche il nostro studio ha affrontato la medesima questione avanti il Tribunale di Roma, ottenendo dapprima un decreto ingiuntivo a favore della società in concordato nei confronti della società committente che negava il pagamento delle forniture rese dalla prima in assenza di regolarità contributiva, e, nel successivo giudizio di opposizione promosso dalla società committente, la provvisoria esecutorietà al decreto opposto sulla base del fatto che “ai sensi dell’art. 5 comma 2 lett. b del D.M. n. 279/2007 la regolarità contributiva sussiste pur in mancanza dell’attestazione rilasciata dagli Istituti previdenziali in caso di sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative, e quindi anche quando, come nella specie, la sospensione derivi dall’applicazione del divieto di pagamenti lesivi della par condicio creditorum ex art. 168 l.f.”.

La peculiarità del caso cosentino concerne il fatto che la società in concordato in continuità ha promosso un giudizio cautelare ex art. 700 c.p.c. in danno dell’INPS al fine di ottenere da parte di quest’ultima il rilascio del DURC positivo necessario per ottenere i pagamenti dalle pubbliche amministrazioni che costituiscono l’unica entrata della società.

Oltretutto il giudizio si è svolto dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria nella persona del Giudice del lavoro, nonostante le eccezioni di difetto di giurisdizione (giudice amministrativo in luogo di quello ordinario) e di incompetenza per materia (giudice fallimentare in luogo di quello del lavoro) sollevate dall’INPS.

Il Giudice investito della questione, dopo aver affermato la giurisdizione del giudice ordinario, dal momento che la controversia involge posizioni di diritto soggettivo afferenti al rapporto contributivo, che è di natura privatistica, e la propria competenza a decidere la vertenza, atteso che la stessa concerne l’applicazione di norme previdenziali relative al versamento dei contributi, ha ordinato all’INPS di rilasciare alla società ricorrente l’attestazione di regolarità contributiva positiva.

La motivazione addotta dall’INPS a sostegno dell’emissione di un DURC negativo, ovvero per “scoperture pre e dopo concordato”, non è stata infatti ritenuta sufficiente dal Giudice (anche poiché non provata dall’INPS).

Quanto al mancato pagamento dei contributi antecedenti il deposito della domanda di concordato, infatti, non sussiste irregolarità contributiva alla luce del combinato disposto di cui agli artt. 5, comma II lett. b), del D.M. 24.10.2007 (“La regolarità contributiva sussiste inoltre in caso di: […] b) sospensioni dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative; […]”) e 168 l.f. (“Dalla data della presentazione del ricorso e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore al decreto non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore”).

Sul punto l’INPS si è difesa sostenendo che, in caso di concordato preventivo con continuità aziendale, la certificazione di regolarità contributiva potrebbe essere rilasciata solo se il piano di concordato preveda l’integrale soddisfazione dei crediti degli Istituti previdenziali e dei relativi accessori di legge.

Ad avviso del Giudicante, tale argomentazione non trova fondamento né, in linea generale, nella normativa fallimentare che consente un soddisfacimento non integrale sia per i crediti privilegiati ex artt. 160, comma II, e 186 bis, comma II, l.f. sia, in particolare, per i crediti previdenziali ex art. 182 ter l.f.., né tantomeno, nel caso specifico, negli interessi dell’INPS, che non ha in alcun modo indicato le ragioni impeditive di un eventuale soddisfacimento parziale, neppure in sede di approvazione del concordato.

Con riguardo, invece, agli inadempimenti successivi al deposito della domanda, non è stata fornita alcuna prova dell’INPS.

In punto di periculum il Giudice ha riconosciuto l’esistenza di un rischio, in capo alla società ricorrente, di un pregiudizio imminente ed irreparabile, costituito dall’impossibilità di far fronte alle obbligazioni assunte con il concordato e dalla conseguente declaratoria di fallimento, che non può essere eliminato con un giudizio ordinario viste le tempistiche ad esso connesse.

13 luglio 2015

Francesca Fumagalli – f.fumagalli@lascalaw.com

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