Marchi e brevetti

Il giudice competente a conoscere una controversia è quello ove si è verificato (o si verificherà) il fatto illecito

Cass., 10 settembre 2013, Sez. Un., n. 20700 (leggi la sentenza per esteso)

Con la Sentenza n. 20700/2013, depositata il 10 settembre 2013, la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha enucleato il principio secondo il quale “in tema di controversie riguardanti illeciti civili e commerciali, è competente il Giudice del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o rischia di avvenire”.

Sul punto, la Corte – in applicazione di quanto disposto dall’art. 5 del regolamento (CE) 44/2001 e in deroga al principio generale della competenza del Giudice del domicilio del convenuto – ha precisato che il luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire è “sia il luogo in cui il danno si è concretizzato, sia il luogo del fatto generatore di tale danno, cosicché il convenuto può essere citato a scelta dell’attore davanti all’uno o all’altro dei Giudici dei suddetti luoghi”.

Nel caso di specie, un’azienda italiana produttrice di ricambi auto, si era vista notificare in Italia un decreto emesso da un Tribunale estero con il quale gli veniva vietata la commercializzazione di un faro e gruppo ottico per autocarri in quanto indicato come identico a quello prodotto da una società concorrente con sede in uno Stato membro.

La suddetta azienda, a tutela dei propri interessi, ricorreva ad un Tribunale italiano chiedendo l’accertamento della liceità della propria attività di produzione e commercializzazione dei ricambi incriminati e avanzando altresì richiesta di risarcimento dei danni subiti in conseguenza della interruzione della produzione intervenuta in esecuzione del provvedimento subito. Il Tribunale adito, però, respingeva il ricorso per difetto di giurisdizione, motivando la sentenza con la mancanza di una sede italiana della convenuta.

Interveniva quindi la Suprema Corte che, sulla scorta del principio sopra richiamato, rilevava:

(i) che l’azione proposta dall’azienda italiana ha natura di accertamento negativo, in quanto volta a far dichiarare l’assenza di responsabilità da illecito civile doloso o colposo;

(ii) che la Corte di Giustizia Europea, con la Sentenza 133 del 2012, pronunciandosi su una questione pregiudiziale, ha affermato che l’azione di accertamento negativo ricade nella sfera di applicazione dell’art. 5, punto 3, del regolamento (CE) 44/2001;

(iii) che dunque il Giudice competente a conoscere della domanda di accertamento e risarcimento del danno possa essere anche quello italiano, individuato in base al luogo ove il danno subito si sia verificato o si possa verificare, nel caso de quo indubbiamente coincidente con il luogo in cui avviene la produzione e commercializzazione di un prodotto.

(Andrea Visaggio – a.visaggio@lascalaw.com)

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