Persone e Famiglia

Il fondo patrimoniale costituto sull’unico immobile dell’imprenditore-fideiussore è inopponibile alla banca

Trib. Padova, 15 novembre 2012, Sez. II, n. 2682

Massima: “E’ inefficace, nei confronti della banca, il fondo patrimoniale costituito dai coniugi imprenditori sulla casa coniugale al mero fine di sottrarre quest’ultima alla garanzia dei crediti.” (leggi la sentenza per esteso)

Con la decisione n. 2682/12 il Tribunale di Padova ha definito un principio innovativo attinente l’annosa questione riguardante la revocabilità del fondo patrimoniale costituito sul solo immobile in proprietà di colori i quali abbiano prestato fideiussione bancaria.

In particolare, all’attenzione dei giudici di Padova è stato sottoposto il caso di due imprenditori, i quali hanno presentato opposizione avverso il decreto ingiuntivo reso in favore dell’Istituto di credito con cui avevano contratto il debito.

I coniugi hanno fondato tale opposizione sulla preventiva costituzione del fondo patrimoniale sull’unico immobile in loro proprietà; tuttavia, il Tribunale adìto ha scardinato il principio per cui tale bene non sarebbe stato utilmente aggredibile dal creditore.

Alla base della decisione in commento vi sono molteplici ragioni: la prima è che anche la sussistenza di un credito c.d. “eventuale” – in quanto medio tempore oggetto di contesa giudiziale ancora da definirsi – non è di ostacolo  per la Banca creditrice, la quale è legittimata ad esperire l’azione revocatoria ex art. 2091 c.c. sui beni oggetto di atti di disposizione da parte dei fideiussori.

In secondo luogo, poi, spiega il Tribunale, qualora sia contestualmente pendente l’ulteriore giudizio finalizzato all’accertamento della sussistenza del credito (per la cui tutela è stata, appunto, promossa la revocatoria) il giudizio in revocatoria non è soggetto all’applicazione dell’art. 295 c.p.c. che disciplina la sospensione necessaria, poiché il giudizio di accertamento non ne costituisce un antecedente logico-giuridico. Da ciò la vera “sorpresa” contenuta tra le righe della decisione: sarà da escludersi la possibilità di un eventuale conflitto di giudicati laddove vi potrà essere, da un lato, una sentenza che dichiara l’inefficacia dell’atto di disposizione e, dall’altro, una sentenza negativa di accertamento del credito.

(Giuliana Bano – g.bano@lascalaw.com)

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