Diritto dell'Esecuzione Forzata

Il favor legis riconosciuto al coltivatore diretto si inchina all’aggiudicatario dei beni pignorati

Il Tribunale di Taranto con la sentenza n. 2363 del 26-11-2013 ha preso posizione in materia di vendita coattiva nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare, in un conflitto sorto tra l’acquirente di beni agricoli, nel caso di specie terreni agricoli e l’affittuario degli stessi.

La vertenza è infatti nata con l’opposizione proposta dall’aggiudicatario del terreno concesso in locazione dal debitore esecutato ad un coltivatore diretto, in  virtù di un contratto di durata quindicennale, registrato prima del pignoramento ma non trascritto.

Il nodo della questione è il conflitto esistente tra l’art. 41 della legge 203/1982, che prevede l’opponibilità dei contratti agrari ultranovennali ai terzi anche se non trascritti, e  l’art. 2923 comma 2 c.c., secondo il quale le locazioni immobiliari eccedenti i nove anni che non sono state trascritte anteriormente al pignoramento, non sono opponibili all’acquirente, se non nei limiti di un novennio dall’inizio della locazione.

Nella sua decisione, il Tribunale di prime cure ha esaminato attentamente le implicazioni generate dal disposto dell’art. 41 della citata legge, ribadendo il fatto che proprio tale articolo costituisca l’eccezione alle regole previste dall’art. 1350 n. 8 c.c., in virtù del quale soggiacciono alla forma scritta ab substantiam i contratti di locazione di beni immobili per una durata superiore a nove anni, e dall’art. 2643 n. 8 c.c., che richiede la trascrizione per l’opponibilità ai terzi.

In ossequio a tale dettato, il contratto di affitto a coltivatore diretto ultranovennale anche se solo stipulato per iscritto e munito di data certa ex art. 2704 c.c., ma non correttamente trascritto, sarebbe opponibile al terzo.

Se il terzo è, però, come nel caso di specie, l’aggiudicatario dell’immobile esecutato in una espropriazione immobiliare, il conflitto tra l’interesse del titolare del diritto di godimento, che gode del favor del legislatore, in quanto ritenuto parte debole, e dell’aggiudicatario dell’immobile pignorato ed oggetto di locazione, deve essere risolto a favore dell’aggiudicatario del bene stesso.

Il Tribunale con la sentenza in esame ha riconosciuto come prevalente l’interesse dell’aggiudicatario stabilendo che le locazioni ultranovennali non trascritte, sono opponibili solo nei limiti di un novennio dall’inizio della locazione, grazie ad  un’interpretazione sistematica delle norme, in quanto l’art. 2923 comma 2 c.c. disciplina una fattispecie diversa rispetto a quanto previsto dall’art. 1599 c.c. comma 1, che è qui incompatibile con l’art. 41 della citata legge.

A tal riguardo, il contratto d’affitto è da considerarsi estinto a tutti gli effetti di legge e quindi non opponibile all’esecuzione immobiliare.

E’ stato quindi riconosciuto come degno di tutela l’interesse dell’aggiudicatario, titolare di vero e proprio diritto, supportato altresì dal fatto che il realizzo dalla vendita dei beni pignorati è servito a tutelare gli interessi dei creditori della procedura esecutiva rispetto al debitore.

21 febbraio 2014

(Antonio Peroni Ranchet – a.peroni@lascalaw.com)

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