Crisi e procedure concorsuali

Il fallimento dell’imprenditore individuale cessato

La disciplina della cancellazione delle società non è applicabile per analogia all’imprenditore individuale

Cass., Sez. VI, 7 gennaio 2016, n. 98 (leggi la sentenza)

L’iscrizione della cancellazione delle società di capitali e delle cooperative dal registro delle imprese, avendo natura costitutiva, estingue le società, ancorchè sopravvivano rapporti giuridici dell’ente.

Tale principio vale anche per l’imprenditore individuale?

A detta dei giudici di legittimità, poichè l’imprenditore individuale non si distingue dalla persona fisica che compie l’attività d’impresa, la fine della qualità di imprenditore non è subordinata alla realizzazione di formalità, come per le società di capitali e per le cooperative – qual è la cancellazione dal registro delle imprese come disposta dall’art. 2495 c.c. – ma dall’effettivo svolgimento o meno, da parte dello stesso, dell’attività d’impresa.

A stabilirlo sono i Giudici della Cassazione con la sentenza del 7 gennaio 2016, n. 98.

La vicenda prende le mosse dall’avvenuta dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale, sentenza che veniva impugnata, con reclamo, dal fallito.

A sostegno del reclamo, quest’ultimo adduceva che, al momento della dichiarazione di fallimento, egli era già stato cancellato dal registro dell’imprese e, conseguentemente, in base ad un’applicazione analogica dell’art. 2495 c.c., avrebbe potuto ripianare il debito mediante la liquidazione del proprio patrimonio immobiliare, pari a quattro volte l’ammontare dei debiti societari.

Il reclamo veniva successivamente rigettato dalla Corte d’Appello di L’Aquila.

L’imprenditore fallito si rivolgeva quindi alla Suprema Corte lamentando principalmente la mancata applicazione in via analogica dell’art. 2495 c.c. all’imprenditore individuale, così come modificata dal D. Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6.

Basandosi sul principio di diritto affermato precedentemente con la sent. n. 9744 del 2011 ed ormai divenuto pacifico, i Supremi Giudici, rigettando il ricorso, hanno ribadito il principio secondo il quale l’iscrizione della cancellazione delle società di capitali e delle cooperative dal Registro delle Imprese estingue le società, ma non è estensibile all’ imprenditore individuale, il quale non si distingue dalla persona fisica che compie l’attività imprenditoriale, sicché l’inizio e la fine della qualità di imprenditore non sono subordinati alla realizzazione di alcuna formalità, ma all’effettivo svolgimento o al reale venir meno dell’attività d’impresa.

In sostanza, quindi, per l’imprenditore individuale non valgono le norme che stabiliscono l’estinzione dell’impresa mediante l’iscrizione della cancellazione dal Registro delle Imprese.

Tale diversità di regime escluderebbe anche l’applicabilità all’accertamento dello stato di insolvenza dell’imprenditore individuale delle regole enunciate con riguardo alle società di capitali poste in liquidazione.

2 marzo 2016

Matteo Della Pozzam.dellapozza@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

La Corte di Cassazione ha enunciato dei principi di diritto fondamentali in materia fallimentare e p...

Crisi e procedure concorsuali

Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Con l’ordinanza in commento, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da una societ...

Crisi e procedure concorsuali

Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Il Tribunale di Catania, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di una società di concessione di u...

Crisi e procedure concorsuali

X