Diritto dell'Esecuzione Forzata

Litisconsorzio necessario del debitore originario nell’azione distributiva

Cass., Sez. III, 4 maggio 2015, n. 8891 (leggi la sentenza)

Con sentenza n. 8891 del 4 maggio 2015 la Corte di Cassazione, Sez. III, ha statuito che “in caso di espropriazione contro il terzo proprietario ai sensi dell’art. 602 e seguenti c.p.c., nella controversia distributiva ai sensi dell’art. 512 c.p.c. è legittimo e necessario litisconsorte anche il debitore originario o diretto, quale soggetto nei cui confronti l’accertamento della sussistenza e dell’entità dei crediti e dei privilegi posti a base dell’azione esecutiva contro il terzo è destinato a produrre effetti immediati e diretti; ne consegue che le sentenze rese in un giudizio ai sensi del richiamato art 512 c.p.c. in un’esecuzione promossa su beni del terzo, in cui non sia stato evocato in causa anche il debitore originario o diretto sono inutiliter datae e tale nullità,ove non rilevata dai giudici di merito, deve essere rilevata d’ufficio dal giudice di legittimità, con cassazione delle sentenze di merito e rimessione della causa al giudice di primo grado”.

Nel caso di specie due creditori ipotecari avevano azionato procedure esecutive nei confronti di due società, successivamente fallite ed una delle quali rientrata in bonis, entrambe terze datrici di ipoteca in favore della debitrice originaria, non chiamata in causa. Tuttavia, le somme ricavate dalla vendita dei beni staggiti non venivano ripartite tra gli organi fallimentari.

A livello procedurale la decisione in oggetto ribadisce tre principi cardini, ovvero:

(i)                  l’obbligatorietà del rilascio della procura a margine o in calce al ricorso ed al controricorso o, in mancanza con atto pubblico o scrittura privata autenticata, ai fini della costituzione in giudizio;

(ii)                l’ammissione dell’impugnazione incidentale tardiva, proposta oltre il termine ordinario annuale, purchè presentata entro quaranta giorni dalla notificazione del ricorso principale, anche qualora sia decorsa la scadenza del gravame principale ed anche in caso di acquiescenza della parte alla sentenza. In tal senso, l’inammissibilità dell’impugnazione principale determina l’inefficacia di quella tardiva;

(iii)              la circoscrizione dei rapporti tra sentenza non definitiva e sentenza definitiva, ove la sola cassazione della prima  sull’an debeatur travolge l’altra, se relativa al quantum e non viceversa.

Il Supremo Collegio ha, poi, richiamato il principio per cui il debitore debba essere sempre coinvolto nel processo espropriativo ex artt. 603-604 c.p.c., infatti, “solo attraverso la partecipazione del debitore al processo esecutivo può essere attuato il suo indubbio  interesse a far valere le sue eventuali ragioni nei confronti del creditore e a fare in modo che l’espropriazione si concluda nel modo più vantaggioso perché il creditore possa soddisfarsi interamente  sui beni del terzo sì che le conseguenze negative sul suo patrimonio rimangano escluse o limitate al massimo” (Cass. 17 gennaio 2012 n. 535).

19 maggio 2015

Claudia Modesto – c.modesto@lascalaw.com

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