Responsabilità Civile

Il danno non patrimoniale può essere provato per testimoni

Cass., 26 settembre 2013, Sez. VI, n. 22100 (leggi la sentenza per esteso)

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 22100 del 26 settembre 2013, ha stabilito che il danno non patrimoniale può essere provato per testi.

Nella fattispecie concreta, un assistente di polizia aveva proposto ricorso per cassazione avverso una sentenza emessa dal Tribunale di Roma che aveva rigettato sia la domanda volta ad accertare un’asserita violazione della normativa in materia di privacy che la connessa e conseguente domanda di risarcimento del danno. Nello specifico, il ricorrente denunciava l’illecito trattamento dei propri dati personali a seguito della comunicazione di apertura di un procedimento disciplinare, proposto nei suoi confronti, inviata dal dirigente del reparto di appartenenza alle direzioni centrali di competenza.

All’esito del giudizio di primo grado, il Tribunale di Roma aveva riconosciuto la violazione della normativa in materia di privacy soltanto limitatamente alla sola comunicazione dell’appartenenza sindacale dell’attore e aveva respinto la richiesta di risarcimento del danno in quanto non provato.

La Suprema Corte ha preliminarmente rilevato che “la comunicazione dell’avvio del procedimento disciplinare anche a due direzioni centrali non costituisce violazione della privacy posto che gli uffici periferici di una amministrazione statale sono strettamente collegati, integrati e dipendenti con le direzioni centrali svolgendo, queste ultime, una funzione di indirizzo e controllo”. Peraltro, osservano gli Ermellini, “il dato relativo all’inizio del procedimento disciplinare non riveste la natura né di dato sensibile né di dato giudiziario”.

La Cassazione, in accogli mento del secondo motivo di gravame, ha invece censurato il provvedimento di rigetto, assunto dal giudice di prime cure, della prova testimoniale articolata dall’attore ai fini della prova del danno non patrimoniale. Difatti “se il danno non patrimoniale è suscettibile di essere provato tramite presunzioni, a maggior ragione lo stesso può essere provato tramite testimoni che attestino uno stato di sofferenza psicologica desumibile dal comportamento e dalle parole di un dato soggetto” 

(Paolo Sobrini – p.sobrini@lascalaw.com)

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