Diritto dell'Esecuzione Forzata

Il creditore può instaurare più procedure di espropriazione forzata sulla base dello stesso titolo

Cass., 26 luglio 2012, Sez. III , n. 13204

Massima: “Il creditore, in forza del medesimo titolo esecutivo, può procedere a più pignoramenti dello stesso bene in tempi successivi, senza dover attendere che il processo di espropriazione aperto dal primo pignoramento si concluda, atteso che il diritto di agire in esecuzione forzata non si esaurisce che con la piena soddisfazione del credito portato dal titolo esecutivo. In tal caso non si ha una situazione di litispendenza nel senso previsto dall’articolo 39 Cpc – la cui applicazione postula la pendenza di più cause, aventi in comune le parti,la causa petendi e il petitum, incardinate dinanzi a distinte autorità giudiziarie e non davanti allo stesso giudice – e alla pluralità di procedure così instaurate può ovviarsi con la loro riunione ex articolo 493 Cpc, senza che ciò comporti un pregiudizio per il debitore, poiché, in presenza di un pignoramento reiterato senza necessità, il giudice dell’esecuzione, applicando l’articolo 92 Cpc, può escludere come superflue le spese sostenute dal creditore procedente per reiterarlo e il debitore può proporre opposizione contro una liquidazione delle spese che si estenda al secondo pignoramento.”  (leggi la sentenza per esteso)

La sentenza in commento ha affermato il principio in forza del quale il creditore può legittimamente instaurare più procedure di espropriazione forzata in tempi successivi al fine di conseguire il soddisfacimento delle proprie ragioni creditorie. In particolare il creditore non deve attendere la conclusione del processo di espropriazione instaurato per poter procedere all’instaurazione di altra esecuzione sulla base dello stesso titolo. In tale ipotesi non si determina una situazione di litispendenza ex art. 39 c.p.c. ed alla pluralità di procedure si può ovviare con la riunione delle stesse  ex at. 493 c.p.c. In conclusione la Suprema Corte afferma che il debitore viene in ogni caso tutelato riconoscendo al medesimo la possibilità di chiedere al Giudice dell’Esecuzione che vengano escluse le spese sostenute dal creditore procedente ritenute superflue.

(Filippo Basile – f.basile@lascalaw.com)

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