Arriva in Gazzetta Ufficiale la Direttiva (UE) sul whistleblowing

Il costo della polizza assicurativa va considerato nel calcolo del TEG?

L’Arbitro Bancario Finanziario, con la decisione n. 14352 del 9 giugno 2021, è tornato nuovamente a pronunciarsi in tema di usura, rilevando che il costo della polizza assicurativa va ricompreso nelle voci di costo che concorrono a determinare il TEG.

Nel caso di specie, con il ricorso era stata lamentata, per effetto dell’inclusione dei costi della polizza assicurativa, la non conformità al tasso soglia del TEG di un contratto di prestito personale, tasso che si assumeva essere usurario.

Il Collegio territoriale di Napoli ha risolto la controversia applicando le “Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo medio ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia nell’agosto 2009, valide per i contratti stipulati dal 2010 al 2016, in forza delle quali nel calcolo del TEG «sono incluse: le spese per assicurazioni o garanzie intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito ovvero a tutelare altrimenti i diritti del creditore (ad es. polizze per furto e incendio sui beni concessi in leasing o in ipoteca), se la conclusione del contratto avente ad oggetto il servizio assicurativo è contestuale alla concessione del finanziamento ovvero obbligatoria per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni contrattuali offerte, indipendentemente dal fatto che la polizza venga stipulata per il tramite del finanziatore o direttamente dal cliente».

Tale disposizione ha trovato piena applicazione nel caso di specie, posto che la polizza assicurativa era stata sottoscritta contestualmente al finanziamento, aveva una durata pari a quella del finanziamento e l’indennizzo non era parametrato al debito residuo, bensì determinato in misura fissa o forfettaria.

Il caso preso in esame dall’ABF sì è caratterizzato, altresì, per il fatto che il ricorrente non aveva versato in atti alcuna perizia a sostegno delle tesi dallo stesso avanzate.

Sul punto, il Collegio ha avuto modo di chiarire che la mancanza di una perizia e/o conteggio versata in atti da parte del ricorrente manifesta l’inammissibile carattere consulenziale della domanda.

Tali ragioni hanno portato il Collegio a ritenere inammissibile il ricorso e a respingerlo.

ABF, Collegio di Napoli, 9 giugno 2021, n. 14352

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

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