Marchi e brevetti

Il concetto di utilizzatore informato secondo il più recente orientamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea

In una recente sentenza pronunciata lo scorso 20 ottobre la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha chiarito per la prima volta il concetto di utilizzatore informato in materia di disegni e modelli registrati, nell’ambito del procedimento C-281/10 P relativo ad un disegno comunitario raffigurante dischetti di metallo o di plastica destinati al gioco dei bambini.

Contro tale disegno comunitario registrato dalla società PepsiCo Inc., il Gruppo Promer Mon Graphic nel 2004 aveva presentato una domanda di dichiarazione di nullità davanti all’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI) sulla base di un disegno comunitario registrato anteriormente, al fine di determinare il venir meno dei requisiti di novità e carattere individuale del modello successivo PepsiCo.

Il Tribunale dell’Unione Europea il 18 marzo 2010 aveva accolto la domanda del Gruppo Promer, stabilendo che la registrazione PepsiCo doveva essere annullata. La decisione è stata poi appellata da PepsiCo avanti alla Corte di Giustizia UE, la quale con la pronuncia in esame ha respinto il ricorso della PepsiCo, confermando la decisione del Tribunale.

Nel fare ciò la Corte ha colto l’occasione per chiarire alcuni concetti non definiti nel Regolamento CE n. 6/2002 sul design comunitario. E così, partendo proprio dalla nozione di utilizzatore informato, fondamentale nella valutazione dei requisiti di registrabilità di un disegno, la Corte ha affermato che questa deve essere intesa “come una nozione intermedia tra quella di consumatore medio, applicabile in materia di marchi, al quale non è richiesta alcuna conoscenza specifica e che in generale non effettua un confronto diretto tra i marchi in conflitto, e quella della persona competente in materia, esperto provvisto di competenze tecniche approfondite. In tal senso, la nozione di utilizzatore informato può essere intesa nel senso che indica un utilizzatore dotato non già di un’attenzione media, bensì di una particolare diligenza, a prescindere da se quest’ultima sia dovuta alla sua esperienza personale oppure alla sua conoscenza approfondita del settore considerato”. L’utilizzatore informato, afferma la Corte “senza essere un progettista o un esperto tecnico, conosce vari disegni o modelli esistenti nel comparto di riferimento, dispone di un certo grado di conoscenze quanto agli elementi che questi disegni o modelli comportano di regola e, a causa del suo interesse per i prodotti in questione, dà prova di un grado di attenzione relativamente elevato quando li utilizza”.

La Corte si è preoccupata anche di indicare come viene determinata l’impressione generale. Così, quando è possibile, l’utilizzatore informato procederà ad un confronto diretto dei modelli; tuttavia, in assenza di una specifica indicazione normativa in tal senso, egli potrà anche procedere ad un confronto indiretto, basato solo sul ricordo dei modelli stessi.

(Rocco Lanzavecchia – r.lanzavecchia@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Mario Valentino vs. Valentino

Torniamo ad occuparci della vertenza Riva, ovvero la questione sorta in ordine al diritto d’uso de...

Marchi e brevetti

Il fornitore non è sempre responsabile del trattamento

È stato pubblicato il 7 aprile 2020 sulla Gazzetta Ufficiale il decreto direttoriale che stabilis...

Coronavirus

Il fornitore non è sempre responsabile del trattamento

Da tempo assistiamo al conflitto tra la celebre piattaforma di e-commerce Amazon e le grandi firme, ...

Marchi e brevetti

X