Contratti

Il cessionario del credito non può citare per responsabilità precontrattuale la parte che stipulò col cedente

Cass., 13 febbraio 2013, Sez. III, n. 3579

Massima: “La previsione del primo comma dell’articolo 1263 Cc, in base alla quale il credito è trasferito al cessionario, oltre che con i privilegi e le garanzie reali e personali, anche con gli «altri accessori», deve essere intesa nel senso che nell’oggetto della cessione rientri ogni situazione giuridica direttamente collegata con il diritto di credito stesso, ivi compresi tutti i poteri del creditore relativi alla tutela del credito. Tuttavia, al cessionario non sono trasferite le azioni inerenti alla essenza del contratto, poiché esse afferiscono alla titolarità del negozio, che continua ad appartenere al cedente anche dopo la cessione del credito. Pertanto, il cessionario del credito non è legittimato ad agire per il risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale ex articoli 1338 e 1398 Cc contro il soggetto che abbia concluso il contratto originario con il cedente, in quanto detta azione attiene alla natura ed essenza del negozio e non alla tutela del credito da esso nascente.” (leggi la sentenza per esteso)

Il contratto di cessione del credito, in base all’art. 1260 c.c. si realizza mediante un accordo tra creditore cedente e cessionario.

Il codice civile prevede, ai sensi dell’art. 1263 c.c. I co., che insieme al contratto vengano trasferiti i privilegi, garanzie personali e reali, e altri accessori, ritenendo ricomprese in tale definizione le azioni poste a tutela del credito.

Sul punto, di recente la Cassazione ha avuto modo di delineare quali siano concretamente  “gli accessori” trasferirti per effetto della cessione, delimitandone altresì il contenuto ed i limiti.

Infatti, la nozione di accessori, non ha una definizione legislativa; pertanto si è discusso se nella stessa possano essere ricomprese oltre alle azioni poste a tutela del credito, anche quelle relative al contratto dal quale lo stesso prende origine.

Il caso sottoposto alla Corte affrontava la seguente problematica: “ il contratto dal quale prendeva origine il credito, veniva dichiarato inefficace. Pertanto il cessionario agiva nei confronti del soggetto che aveva stipulato il contratto con il cedente, a titolo di  responsabilità precontrattuale, al fine di ottenere il risarcimento del danno patito, derivante dall’inesigibilità del suo credito”.

La Cassazione, con sentenza n. 3579/2013 del 13 febbraio 2013 ha avuto modo di precisare che le azioni concesse al cessionario e rientranti nella nozione di accessori, sono tutte quelle “dirette alla cognizione e alla soddisfazione del credito”.

Nella pronuncia si specifica altresì che, nel novero delle azioni trasferite al cessionario non possono essere ricomprese le azioni risarcitorie scaturenti dall’inefficacia dell’originario contratto, anche se ne consegue l’inesigibilità del credito stesso.

Ciò in quanto con la cessione del credito, non viene trasferita al cessionario la titolarità dello stesso, ma solo la sua esecuzione nonché la sua effettiva tutela.

Il cessionario dunque potrà agire solo per la tutela del credito, acquisendo soltanto i diritti derivanti dal contratto rivolti alla sua realizzazione, e mai potendo agire per rilevare un vizio non direttamente collegato al credito stesso, ma relativo al negozio originario.

A sostegno di tale motivazione viene evidenziata, la distinzione sostanziale intercorrente tra la posizione del cessionario nella cessione del contratto, che subentra in tutti i diritti e gli obblighi relativi alla posizione contrattuale, e nella cessione del credito, nella quale invece ha poteri circoscritti alla sola realizzazione e tutela del suo credito.

Alla luce di quanto detto l’azione di responsabilità per culpa in contrahendo o  per responsabilità precontrattuale nei confronti del soggetto che stipulò il contratto con il cedente, non potrà ritenersi afferente all’esercizio del credito e alla sua tutela, e pertanto non potrà essere proposta dal cessionario del credito, in quanto ritenuto quest’ultimo soggetto estraneo al rapporto dichiarato inefficace.

(Valentina Rigatti – v.rigatti@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Vado a stare da papà

Il tema, da sempre discusso, è tornato alla ribalta poiché il COA di Torino ha preso recentemente...

Contratti

Secondo un antico proverbio latino, se si vuole stabilire un accordo, è sempre bene metterlo nero s...

Contratti

La rivincita del promissario acquirente

Uno dei presupposti per richiedere la risoluzione di un contratto di locazione ad uso non abitativo,...

Contratti

X