Marchi e brevetti

Il Barcellona deve rinunciare al suo stemma come marchio

Tribunale dell’Unione Europea, 10 dicembre 2015 (causa T-615/14) (leggi la sentenza in spagnolo)

Il Fútbol Club Barcelona (il “FCB”) non può registrare, tra i marchi di cui è titolare, anche il proprio stemma. È quanto stabilito dal Tribunale dell’Unione Europea con la sentenza del 10 dicembre 2015, nella causa T-615/14. Difatti, secondo il Tribunale, è possibile utilizzare lo stemma solo in funzione decorativa e commerciale per conferire un valore aggiunto al prodotto che si intende vendere ma non può costituire un marchio per carenza del carattere distintivo richiesto dall’art. 7, paragrafo 1, lett. b), del Regolamento UE n. 207/2009.

Più precisamente, la vicenda trae origine dal deposito di una domanda di registrazione marchio per le classi merceologiche 16, 25 e 41 dell’Accordo di Nizza (carta, capi d’abbigliamento, attività sportive) nell’aprile del 2013 da parte del FCB con cui veniva richiesta la registrazione di un segno raffigurante la forma dello scudo del Barcellona:

1

(scudo del FCB)

 

 

2

(stemma del FCB)

 

 

 

 

 

La domanda veniva respinta dopo pochi mesi dall’UAMI. Per questo motivo, in data 11 dicembre 2013, il Barcellona impugnava e contestava la decisione dell’UAMI presentando ricorso alla commissione che, anch’essa, respingeva le richieste del Barcellona poiché «il marchio richiesto non si discosta sostanzialmente da altre forme di base comunemente utilizzate in diversi settori commerciali con uno scopo puramente decorativo e senza svolgere una funzione di marchio di fabbrica».

Per tale motivo, il Fútbol Club Barcelona presentava ricorso dinanzi al Tribunale UE sostenendo che, in realtà, il segno per cui veniva richiesta la registrazione aveva acqusito nel tempo, grazie alla fama della società, carattere distintivo e che, pertanto, il rifiuto da parte dell’UAMI di procedere alla registrazione era illegittimo.

Il Tribunale UE, tuttavia, ha nuovamente respinto il ricorso del FCB sostenendo che «il semplice fatto che altri segni sono stati considerati come identificazione dell’origine commerciale dei prodotti, senza confusione con quelli di provenienza e, pertanto, come non privi del carattere distintivo, non è determinante per stabilire se il marchio in questione ha anche il carattere distintivo minimo richiesto per essere protetto nell’Unione».

Per questo motivo, i giudici europei hanno respinto il ricorso. Il Barcellona, dunque, potrà utilizzare il segno solo come mera decorazione e non anche come marchio.

29 gennaio 2016

Franco Pizzabioccaf.pizzabiocca@lascalaw.com

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