La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Identificazione AML non in presenza fisica sotto la lente dei notai

Con lo studio n. 2BIS-2020/B (di seguito, lo “Studio”), pubblicato lo scorso 18 novembre, il Consiglio Nazionale del Notariato (di seguito anche il “CNN”) ha fornito delle indicazioni interpretative in tema di “identificazione non in presenza fisica nel contrasto al riciclaggio ed al terrorismo internazionale dopo il D.L. “semplificazioni” n.76/2020, convertito con legge n. 120/2020” (di seguito “Decreto Semplificazioni”).

Come noto, infatti, il Decreto Semplificazioni è intervenuto in materia di antiriciclaggio, modificando alcune disposizioni del D.Lgs. n. 231 del 2007 (di seguito “Decreto Antiriciclaggio”), con particolare riferimento all’adeguata verifica della clientela e alle relative procedure di identificazione digitale, al fine, altresì, di favorire l’operatività a distanza.

Lo Studio tiene conto, pertanto, delle modifiche intervenute nella normativa antiriciclaggio ad opera del Decreto Semplificazioni, e prende le mosse dall’analisi della Guida all’identità digitale, emanata dal GAFI, nel mese di marzo 2020 (nel seguito, la “Guida”). Tale Guida nasce dal particolare momento storico caratterizzato dalla necessità del distanziamento fisico volto a contenere l’epidemia legata alla diffusione del COVID-19. Il distanziamento fisico, infatti, ha condotto ad un utilizzo massivo di strumenti di colloquio a distanza, causando, tuttavia, anche un aumento delle possibilità di frodi o di utilizzo improprio di detti strumenti. In questo contesto la Guida ha inteso fornire proprio un orientamento sull’utilizzo di forme di identificazione digitale, secondo criteri di sicurezza e rispetto della protezione dei dati personali, al fine di eseguire transazioni finanziarie o di altro tipo senza la necessaria compresenza fisica degli interessati (cliente e soggetto obbligato).

Lo Studio prosegue facendo cenno al concetto di identificazione, nella sua più ampia accezione e nelle declinazioni che storicamente ha assunto in ambito giuridico, e, in particolare, a quello di identificazione digitale, espressione che, recentemente, è passata ad indicare l’uso della tecnologia per affermare e dimostrare la propria identità personale, così come essa risulta dai dati anagrafici pubblici relativi al soggetto interessato, avente la stessa valenza identificativa di un documento di identità tradizionale.

Viene, inoltre, esaminata la normativa italiana in materia di antiriciclaggio sull’identificazione senza la presenza fisica, analizzando, in primis, le differenze che intercorrono tra l’identificazione prevista dalla legislazione notarile e quella della normativa speciale. In particolare, all’art. 19, comma 1, lett. a), del Decreto Antiriciclaggio vengono disciplinate alcune ipotesi in cui sia possibile svolgere l’identificazione non in presenza del cliente, basate su numerosi presupposti (di tipo documentale, di tipo informatico, conoscenza pregressa), oggetto di una puntuale trattazione da parte del CNN.

Attraverso una ricostruzione sistematica delle disposizioni sul punto, lo Studio analizza l’identificazione a fini antiriciclaggio non in presenza fisica del cliente anche nell’ipotesi in cui esso agisca a mezzo di un esecutore. Vengono quindi illustrate le possibili modalità di interazione tra il cliente e un operatore che, collegato da remoto, supervisioni l’identificazione e la verifica del cliente.

Nello Studio, infine, si affrontano i profili relativi alla sottoscrizione delle eventuali dichiarazioni rese dal cliente, ai sensi dell’art. 22 del Decreto Antiriciclaggio, senza la sua presenza fisica anche utilizzando modalità di firma elettronica, purché queste ultime assicurino l’integrazione del requisito della forma scritta in base alla normativa vigente.

Per ogni ulteriore approfondimento si rinvia al documento pubblicato sul sito del CNN.

Isabella Frisoni – i.frisoni@lascalaw.com

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