Crisi e procedure concorsuali

I poteri di interrogatorio del curatore fallimentare

In base al disposto dell’art. 49 l.f.: “L’imprenditore del quale sia stato dichiarato il fallimento, nonché gli amministratori o liquidatori di società o enti soggetti alla procedura di fallimento sono tenuti a comunicare al Curatore ogni cambiamento della propria residenza o del proprio domicilio.

Se occorrono informazioni o chiarimenti ai fini della gestione della procedura, i soggetti di cui al primo comma, devono presentarsi personalmente al Giudice Delegato, al Curatore o al Comitato dei creditori.

In caso di legittimo impedimento o di altro giustificato motivo il giudice può autorizzare l’imprenditore o il legale rappresentante della società o enti soggetti alla procedura di fallimento a comparire per mezzo di mandatario“.

Da tale norma sono ricavabili alcuni punti fermi:

– l’obbligo a comparire davanti al Curatore, qualora convocato, sussiste in capo esclusivamente all’imprenditore fallito, all’amministratore e al liquidatore di società fallita.

Si discute in dottrina e in giurisprudenza se la mancata comparizione possa determinare l’accompagnamento coattivo dei soggetti sopraindicati, tale istituto appare abolito (T. Palermo 2006), rimanendo ferma, tuttavia, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo, la possibilità per il curatore di trasmettere gli atti al pubblico ministero ai fini della valutazione della sussistenza dei reati di cui all’art. 220 l.f. (rubricato “Denuncia di crediti inesistenti e altre inosservanze da parte del fallito”).

– non esiste alcun potere in capo al Curatore di interrogare soggetti diversi da quelli indicati. Conseguentemente, i soci di società di capitali non sono tenuti a presentarsi qualora convocati. Come è facile immaginare, diversamente opera la previsione rispetto ai soci di società di persone che sono dotati di responsabilità illimitata.

– del pari il Curatore non può eseguire interrogatorio formale dei dipendenti o di altri soggetti, anche se collegati alla società fallita.

Su questo ultimo punto necessita però una precisazione: il Curatore non può interrogare soggetti diversi da quelli sopra indicati, è però naturalmente libero, come chiunque altro, di fare domande alle quali l’interlocutore è libero di rispondere o meno.

Il Curatore non è investito di poteri di indagine simili a quelli degli organi di polizia: mentre il fallito, o l’amministratore, hanno certamente dei doveri nei confronti dell’amministrazione fallimentare, altrettanto non può dirsi per i soggetti diversi da questi. Fermo restando che il Curatore può chiedere a chiunque, qualsiasi cosa, questo chiunque non è sanzionabile e non ha alcun obbligo di legge nei confronti del Curatore.

Nel caso in cui manchi qualsiasi collaborazione da parte del terzo e il Curatore ritenga che siano ipotizzabili fatti di rilevanza che lo riguardano, può sempre girare la questione al PM o, a seconda dei casi, al GD, affinché prendano i loro provvedimenti, sia  tramite la relazione ex art. 33 LF, sia con informative  ad hoc rivolte direttamente ed esclusivamente al PM. In tal modo può essere ottenuto l’intervento della GdF per eseguire indagini su fatti per i quali non vi erano state deposizioni spontanee che il Curatore aveva chiesto. È però altrettanto vero che per poter far effettuare indagini occorre paventare gravi violazioni di norme tributarie o penali e non sempre si ottiene la disponibilità dei GD o dei PM, anche in presenza di fondati sospetti di queste gravi violazioni.

Del pari, i poteri del curatore sono esercitabili esclusivamente sui beni (mobili e immobili) della fallita e non anche su quelli di società collegate. In particolare, qualora la società fallita non fosse proprietaria dell’immobile in cui esercitava l’attività commerciale, il Curatore necessiterà dell’autorizzazione del proprietario dei luoghi per eseguire un accesso, anche per quelli necessari all’espletamento della propria funzione (come ad esempio quelli per la funzione di inventariazione dei beni).

17 aprile 2014

(Manuel Deamici – m.deamici@lascalaw.com )

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