Contenzioso finanziario

I doveri informativi dell’istituto di credito proponente un investimento e la variazione significativa del rating del rischio: profili di responsabilità contrattuale

Nell’ambito dell’indagine volta a stabilire eventuali responsabilità in capo a un istituto di credito che propone e conclude con un soggetto inesperto – per tramite di un intermediario – un investimento, si vuole porre all’attenzione un’ interessante sentenza resa in data 19.10.2011 dal Tribunale di Catanzaro.

Detta pronuncia, invero, si inserisce in un solco di statuizioni di medesimo tenore, rese da altre corti di merito, come si vedrà infra.

Nel caso di specie, un primario istituto bancario veniva citato in giudizio dal proprio cliente-consumatore, il quale chiedeva dichiararsi la nullità/annullabilità del contratto di acquisto di obbligazioni sottoscritto (: nella specie, titoli Lehman Brothers) sottoscritto e, conseguentemente, condannare l’Istituto al risarcimento del danno nella misura dell’importo pari alla somma investita.

Ciò sulla scorta del fatto che la Banca non avrebbe tempestivamente avvisato gli investitori della mutata variazione – in peius– del rating assegnato alle obbligazioni oggetto di trattazione.

Più in particolare, anche per effetto dell’adesione al consorzio Patti chiari, l’istituto di credito ha assunto nei confronti dei propri clienti specifici obblighi informativi, obblighi diversi ed ulteriori da quelli contenuti dalla normativa in materia di intermediazione finanziaria, e fra questi proprio quello di informare i clienti prima, durante e dopo le scelte di investimento.

E’ indubbiamente meritevole di tutela l’affidamento generato da comunicazioni rese al mercato, allorchè tali informazioni provengano da un soggetto particolarmente qualificato, come le agenzie di rating, che ragionevolmente ingenerano fiducia nella serietà e credibilità delle proprie valutazioni.

Peraltro, il ruolo fondamentale del rating per il risparmiatore, ai fini della scelta d’investimento, è del resto desumibile dall’orientamento giurisprudenziale di merito sin qui formatosi sul punto e che afferma la responsabilità dell’intermediario allorchè non comunichi all’investitore la valutazione operata dalle agenzie di rating (Trib. Pinerolo, 14.10.2005; Trib. Catania, 5.05.2006; Trib. Cagliari, 2.01..2006).

E’ costante, infatti, in giurisprudenza, l’affermazione che non vale ad assicurare l’adempimento degli obblighi informativi a carico della banca “la circostanza che agli investitori sia stato consegnato il documento sui rischi generali degli investimenti finanziari, trattandosi di informativa del tutto generica che non garantisce quella conoscenza concreta ed effettiva del titolo negoziato che l’intermediario deve assicurare in modo da rendere il cliente capace di tutelare il proprio interesse e di assumersi consapevolmente i rischi dell’investimento compiuto (così Trib. Roma, 8/27.10.2004 n. 29207).

Ciò sul presupposto che il rating è un elemento in grado di condizionare in modo significativo il processo decisionale dell’investitore – specialmente se lo stesso non è qualificato – con la conseguenza che la mancata segnalazione rappresenta la violazione dei più elementari obblighi informativi.

Alla luce di quanto sopra, secondo la prospettazione resa dai giudici di merito nella causa in argomento, la banca non è mero e passivo esecutore degli ordini di acquisto del cliente, ma ha il preciso obbligo di informarlo sulle caratteristiche specifiche dell’operazione (comunicandogli e spiegandogli, tra l’altro, il grado di affidabilità del titolo secondo le agenzie di rating) e della eventuale non adeguatezza dell’investimento richiesto, come previsto dall’art. 29 co., del reg. Consob.

Conseguentemente, nel caso de quo, l’Istituto di credito si è reso inadempiente rispetto ad obblighi di natura contrattuale ed è stato condannato dal Tribunale al risarcimento del danno quantificato nel prezzo pagato dall’investitore per l’acquisto dei titoli in contestazione.

Giangiacomo Ciceri (g.ciceri@lascalaw.com)

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