Diritti reali e condominio

I criteri di valutazione dell’intolleranza dei rumori

Con la recente sentenza n. 3440 del 11 febbraio 2011, la Corte di Cassazione è ritornata sul concetto di normale tollerabilità delle immissioni, stabilendone i criteri orientativi generali per valutarne la illiceità. Il Supremo Collegio ha infatti chiarito che il limite di tollerabilità non è mai assoluto, ma relativo alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti e non può prescindere dalla rumorosità di fondo, ossia dalla fascia rumorosa costante, sulla quale vanno ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi. Per tale ragione, la valutazione di cui all’art. 844 c.c. deve quindi essere riferita, da un lato, alla sensibilità dell’uomo medio e, dall’altro, alla situazione locale.    Così, ad esempio, la Suprema Corte ha stabilito che il contemperamento delle esigenze delle proprietà con quelle ricreative e sportive, postula la concreta valutazione di ormai diffuse abitudini di vita e comportamenti sociali, nell’ambito dei quali lo svolgimento delle suddette attività – praticate prevalentemente all’aria aperta – è più intenso durante le stagioni dal clima più favorevole. Ragion per cui, per valutare il normale limite di tollerabilità delle immissioni il giudice dovrà tenere in considerazione gli elementi intrinsecamente connotanti la liceità delle forme di godimento della proprietà, da valutarsi sullo sfondo del particolare contesto ambientale e sociale nel quale le opposte esigenze assumono rilievo.

(Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com)

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