Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

I costi delle procedure esecutive e gli effetti sul mercato del recupero dei crediti

Le procedure di recupero dei crediti e i tempi di realizzo delle stesse hanno delle rilevanti conseguenze anche in termini di costi, il tutto a svantaggio, non solo del ceto creditorio, ma anche dei debitori.

E’ il risultato cui è giunto il recente studio condotto dall’Associazione TSEI (Tavolo di Studio delle Esecuzioni Immobiliari) con la collaborazione dello studio La Scala, che ha ad oggetto l’esame e la quantificazione di tutti i costi necessari per promuovere e coltivare una procedura espropriativa immobiliare.

Dall’analisi effettuata emerge un quadro abbastanza variegato, che denota significative differenze di prassi tra tribunale e tribunale. Nonostante queste diversità, l’indagine evidenzia costi medi decisamente rilevanti, sia in fase di avvio, sia per la prosecuzione, che possono incidere nel complesso fino al 25% del prezzo ricavato in asta e che rappresentano un enorme dispendio di risorse economiche, soprattutto per le procedure che riguardano immobili aggiudicati a meno di 100.000 euro.

Per ridurre al minimo l’incidenza delle varie prassi e delle innumerevoli combinazioni che possono emergere dalle diverse casistiche, lo studio, in questa sua prima parte, ha preso in considerazione un’ipotesi standard di credito. L’ipotesi prevede infatti un mutuo ipotecario fondiario con somma erogata pari a 100.000 euro, di cui 85.000,00 ancora da rimborsare, garantiti da un immobile valutato 125.000,00 euro in sede di CTU, con altre due iscrizioni ipotecarie (oltre all’ipoteca a garanzia del mutuo), che viene venduto al terzo ribasso d’asta e di facile liberazione.

Il risultato cui giunge l’analisi è che per recuperare (peraltro solo dopo svariati anni) un importo di circa 63.000,00 euro si debbano sostenere spese pari ad oltre 20.000,00 euro, con un incasso, per il solo creditore di primo grado, pari a circa euro 43.000,00 e quindi con una svalutazione di circa il 50% rispetto al credito azionato, con totale incapienza per i creditori di grado successivo e con l’ulteriore conseguenza che il debitore, non riuscendo a ripagare il suo debito, rimane comunque segnalato in Centrale Rischi di Banca d’Italia per la cifra ancora dovuta al creditore.

L’intera indagine, che verrà presentata ufficialmente in occasione del prossimo convegno nazionale organizzato il 13 giugno 2016, consente una valutazione del contenzioso ed una miglior stima del valore delle garanzie sottese ai crediti e si conclude con una serie di suggerimenti volti a ridurre al minimo l’impatto dei costi nel sistema delle procedure esecutive, volti a garantire trasparenza, efficienza, semplificazione ed uniformità delle procedure alla verifica preventiva delle parcelle, alla pubblicazione delle convenzioni e degli accordi sui siti dei tribunali alla revisione delle modalità di calcolo dei compensi e ad un maggior ricorso all’informatizzazione.

Leggi l’intera indagine

21 aprile 2016

Laura Pelucchil.pelucchi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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