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I casi di nullità in materia di contratto sociale

Cass., sez. I,04 novembre 2015, n. 22560 

La Suprema Corte si è recentemente pronunciata in materia di nullità di una società di capitali dichiarata successivamente alla sua iscrizione nel registro delle imprese, per effetto di simulazione.

In particolar modo, la Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi in merito ad una sentenza di primo grado, poi modificata in sede di appello, che dichiarava l’inesistenza per simulazione di un contratto costitutivo di una società per azioni, poi trasformatasi in una società in nome collettivo.

La Suprema Corte ha, in tale occasione, confermato un principio consolidato, secondo il quale, in primo luogo, i casi di nullità indicati dall’art. 2332 c.c. devono essere ritenuti tassativi e di stretta interpretazione, non potendo quindi essere estesi a qualsivoglia causa di inesistenza, nullità assoluta o relativa o di annullabilità di cui al codice.

La simulazione, in particolar modo, non è configurabile come fattispecie concernente i contratti di società, proprio in ragione della cosiddetta doppia natura del contratto sociale il quale, “non è solo regolatore degli interessi dei soci ma si atteggia, al contempo, come norma programmatica dell’agire sociale, destinata ad interferire con gli interessi dei terzi che con la società instaurano rapporti e che fanno affidamento sulla sua esistenza”.

In conseguenza di ciò, il tipo e lo scopo della società scelti dai soci non possono che corrispondere a quelli emergenti dagli atti sottoposti a pubblicità, non potendo l’atto costituivo essere sottoposto ad una interpretazione della reale e comune volontà delle parti contraenti.

Da ciò si evince la preferenza che l’ordinamento attribuisce alla tutela degli interessi dei terzi, i quali vengono a contatto con il nuovo soggetto giuridico, rispetto alla volontà che ha mosso i soci nella fase negoziale pre – costituzione della società, non ulteriormente indagata dopo l’iscrizione dell’atto costitutivo nel registro delle imprese.

La Suprema Corte conclude affermando come le medesime osservazioni valgano in materia di simulazione di una società la quale, una volta costituita, è stata oggetto di trasformazione da società di capitali a società di persone.

Anche in tal caso, la questio di nullità investirebbe l’atto costitutivo originario (non potendosi ritenere che il soggetto trasformato sia estinto ma semplicemente investito da una vicenda modificativa ed evolutiva della sua struttura sociale, Cass. nn. 7253/013, 17690/011, 26826/06).

25 novembre 2015

Giulia Buzzettig.buzzetti@lascalaw.com

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