Contratti Bancari

Home banking e frode informatica

Trib. Verona, 2 ottobre 2012, Sez. IV

Massima: “Nell’ambito di una controversia fra correntista e banca, laddove il primo è stato vittima di una frode informatica del tipo cd. “phishing” attuata mediante bonifici via Internet verso terzi non disposti dal vero titolare della provvista, deve ricordarsi che a causa del contenuto dell’obbligazione alla quale è tenuto l’istituto di credito, vertendosi in tema di responsabilità contrattuale, grava su di esso l’onere di fornire la prova del proprio adempimento, in conformità al principio di vicinanza della prova: ne consegue che detto istituto deve essere condannato al risarcimento del danno, equivalente alle somma sottratte dal conto, ove non risulti raggiunta la dimostrazione dell’apprestazione di adeguate misure di sicurezza, offrendo la tecnologica accorgimenti come il servizio di “sms-alert” che offre tempestiva informazione sui movimenti, né potendosi addebitare all’utente alcun concorso di colpa, laddove le facoltà di controllo offerte dall’home banking non escludono affatto il diritto a ottenere l’estratto conto.”  (leggi la sentenza per esteso)

La Suprema Corte, tramite la sentenza in oggetto, ha osservato che, in caso di utilizzo del sistema home banking, grava sull’istituto di credito, in qualità di mandatario, l’onere di impiegare servizi e strumenti tali garantire la sicurezza del servizio, strumenti che non possono risolversi nella mera consegna di un codice utente e di una password da modificarsi al primo accesso. Vertendosi in un’ipotesi di responsabilità contrattuale, in caso sottrazione di somme da parte di terzi, è onere della banca dimostrare di aver adempiuto agli obblighi di diligenza sulla stessa gravanti. Peraltro, poiché il servizio home banking di norma non sostituisce l’invio degli estratti conto periodici, non può essere sostenuta l’esistenza di un onere di controllo in capo al correntista.

(Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com)

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