Leasing: analogia non ti conosco

Guasto alla linea telefonica della piccola impresa, si all’indennizzo

Il titolare di una piccola azienda punta l’indice contro la compagnia telefonica che avrebbe dovuto porre rimedio ai prolungati disservizi della utenza telefonica a servizio della sua attività commerciale. Tale domanda viene ritenuta legittima; tuttavia viene riconosciuto all’imprenditore solo un indennizzo – pari a 370 euro – a seguito della mancata riparazione di tale guasto.
Respinta, invece, la richiesta relativa al risarcimento dei danni patrimoniali ed esistenziali: poiché mancano le prove.

Tale, in sintesi, il contenuto della recente sentenza resa dalla Cassazione.

Protagonista della vicenda giudiziaria è il titolare di un’azienda, il quale segnalava all’operatore telefonico, per iscritto e telefonicamente, i prolungati disservizi. Una volta rivelatosi inutile il tentativo di conciliazione dinanzi al Corecom, il piccolo imprenditore decideva così di rivolgersi al Giudice di Pace il quale condannava l’azienda telefonica a versargli “la somma di 4mila euro, comprensiva dell’indennizzo per la mancata riparazione del guasto e del risarcimento del danno”.

La compagnia telefonica impugnava la decisione di prime cure dinanzi al Tribunale di Catanzaro, il quale, con sentenza n. 1113/2016, depositata il 14/07/2016, riformava la sentenza, in quanto riteneva non provata la ricorrenza di un contratto di somministrazione tra le parti; rigettava, pertanto, tutte le richieste dell’imprenditore.

A fare chiarezza è stata la Cassazione.

È stata smentita la ricostruzione fatta in Tribunale e ciò ha consentito di accogliere, anche se solo parzialmente, le richieste avanzate dall’imprenditore. Innanzitutto, è stato osservato che la compagnia telefonica aveva prodotto un retrocartellino al fine di dimostrare che non vi era stato alcun guasto all’utenza commerciale. A parere della Cassazione “dalla condotta difensiva di …, incentrata sulla prova che non vi erano stati guasti sulla linea telefonica dell’imprenditore, si desume, implicitamente, la ricorrenza di un contratto”.

Tuttavia, secondo i Giudici della Cassazione l’imprenditore ha diritto ad ottenere 370 euro per “la mancata riparazione del guasto”. Difatti, da un lato viene evidenziata la mancanza di “adeguato supporto probatorio” sul fronte del presunto «danno esistenziale». Allo stesso tempo, dall’altro lato, viene anche ritenuto non provato il danno lamentato dall’imprenditore per la riduzione della propria capacità lavorativa con sviamento dei vecchi clienti e difficoltà di acquisirne di nuovi.

Cass., Sez. III Civ., 29 gennaio 2019, n. 2358

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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