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Green Pass sui luoghi di lavoro: cosa cambia dal 1° maggio

Dal 1° maggio le regole a cui oramai siamo abituati avranno un sostanziale cambio di rotta. Cosa cambia e cosa invece rimane uguale? Vediamo di seguito i principali temi.

La “riapertura” più incisiva consiste nel fatto che il green pass non verrà più richiesto, né la versione base né la versione rafforzata. Rimane l’obbligo di esibire il green pass solamente per accedere alle strutture ospedaliere ed alle Rsa per visitare i propri cari (in questo caso è richiesta la versione rafforzata, per il momento fino al 31 dicembre), per il resto via libera.

Per accedere ai luoghi di lavoro in presenza, dunque, non sarà più necessario né il green pass base, né il super green pass.

Un aspetto che preoccupa i datori di lavoro, in termini di tempistica organizzativa, è la questione smart-working, come bisogna comportarsi da qui a breve?

Niente paura, per il settore privato le modalità non cambieranno per un lasso di tempo tutto sommato ragionevole, che offre il tempo necessario ad una riorganizzazione. Fino al 30 giugno è stata infatti prorogata la procedura semplificata di comunicazione del lavoro agile, che non prevede l’accordo individuale tra lavoratore e datore di lavoro.

In eguale misura, sempre fino al 30 giugno, sono state prorogate le misure di sorveglianza sanitaria per i lavoratori che svolgono mansioni maggiormente rischiose, in termini di contagio.

Per quanto riguarda gli obblighi di vaccinazione, questi rimarranno solamente in capo ad un numero esiguo di categorie, ovverosia le forze dell’ordine, il personale occupato nella scuola e gli ultra cinquantenni. Tale obbligo è stabilito fino al 15 giugno; fino al 31 dicembre, invece, solamente per il personale sanitario e per quello impiegato nelle Rsa.

Tema un po’ più spinoso rimane invece la questione mascherine, sulla quale il Ministero della Salute ancora si riserva di pronunciarsi in maniera definitiva, dati gli ultimi sviluppi della pandemia, non eccessivamente confortanti.

Possiamo anticipare il quadro che sembra aver preso piede, riservandoci di dare una conferma definitiva non appena si pronuncerà il Ministero.

La mascherina dovrebbe cadere nella quasi totalità dei luoghi in cui eravamo abituati ad indossarla, sia in termini di mascherina chirurgica, sia in termini di ffp2.

Pare rimarrà obbligatorio tenere la mascherina chirurgica all’interno dei luoghi di lavoro fino al mese di giugno, mentre quella di tipo ffp2 in tutti i mezzi di trasporto pubblici (dai tram urbani, ai treni ad alta percorrenza).

Sul fronte scuola il dibattito è accesso, in quanto le pressioni sembrano aver aperto degli spiragli che la vedranno uscire dall’aule prima della fine dell’anno scolastico, come precedentemente previsto.

Su questi ultimi punti specifici attendiamo la comunicazione ufficiale del Ministero ma, ad ogni modo, il quadro generale è indubbiamente cambiato, lasciando… un po’ di respiro.

Consulta l’infografica

Francesca Lorenzi – f.lorenzi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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