Vado a stare da papà

Gli avvocati possono dire addio all’opinamento delle parcelle da parte del COA?

Il tema, da sempre discusso, è tornato alla ribalta poiché il COA di Torino ha preso recentemente posizione sull’orientamento maturato nella giurisprudenza locale secondo cui, a seguito dell’abrogazione del sistema tariffario, non sarebbe possibile l’applicazione degli artt. 633, comma 1, n. 3) e 636 c.p.c. secondo cui l’avvocato può accedere al procedimento monitorio per ottenere la liquidazione dei compensi maturati nello svolgimento della propria attività professionale esibendo la parcella corredata dal parere di congruità emesso dal COA stesso.

In tal senso, l’abrogazione del sistema tariffario avrebbe comportato il venir meno del potere di opinamento delle parcelle da parte del Consiglio dell’Ordine.

Il CNF è intervenuto sul tema con la delibera del 19 febbraio, richiamando, in primo luogo, il parere n. 112/2013 secondo il quale l’abrogazione del sistema tariffario non ha inciso sul potere di opinamento delle parcelle poiché «la portata abrogativa del menzionato art. 9 riguarda le tariffe come criterio di determinazione del compenso, e dunque incide sui criteri attraverso cui è esercitato il potere di opinamento, e non investe la sua persistenza in capo al Consiglio dell’Ordine forense».

Difatti «il potere di opinamento delle parcelle è espressamente contemplato dall’art. 29 lett. l) del vigente ordinamento forense, in forza del quale il Consiglio “dà pareri sulla liquidazione dei compensi spettanti agli iscritti, e che tale norma integra pacificamente ius superveniens rispetto al d.l. n. 1/2012».

Il CNF ribadisce quindi la propria posizione ed invita i COA «continuare ad esercitare il potere/dovere prescritto dall’art. 29, comma 1, lett. l), anche al fine di garantire orientamenti uniformi nei territori”.

In definitiva il potere dei COA di emanare il parere di congruità è rimasto inalterato.

CNF, delibera, 19 febbraio

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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