Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Giurisdizione e trasferimento della sede sociale all’estero

La Corte di Cassazione ha confermato che sussiste la giurisdizione italiana nel caso in cui l’effettivo esercizio dell’attività imprenditoriale non segua al dislocamento della sede sociale all’estero.

È quanto deciso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza n. 3059 del 17 febbraio 2016, stabilendo che, il trasferimento di una società all’estero non è un atto di per sé idoneo ad escludere la giurisdizione italiana qualora ad esso non segua anche un effettivo dislocamento dell’attività imprenditoriale, direttiva o amministrativa della società stessa.

Inoltre, secondo le Sezioni Unite, ai sensi dell’art. 25, comma 1, della Legge  218 del 1995, spetta al giudice del luogo in cui si perfeziona il procedimento di costituzione di una società stabilire, in relazione al proprio ordinamento interno, quale sia in concreto la sede effettiva della società.

Nella vicenda in esame le Sezioni Unite, riprendendo un costante orientamento in materia  (Sez. Un. 3368/2006 e Sez. Un. 15880/2011), hanno ritenuto sussistente la competenza del giudice italiano in relazione ad un’istanza di fallimento presentata nei confronti di una società di capitali già costituita in Italia che, al verificarsi della crisi aziendale, aveva trasferito la sede sociale all’estero, senza che a ciò seguisse un effettivo trasferimento dell’esercizio dell’attività d’impresa.

Come spiegato dalla Suprema Corte, il motivo di tale riparto della giurisdizione è da ritrovare nel principio del “centro degli interessi”. Infatti, elementi oggettivi come l’indebitamento con l’Erario, la mancanza di difficoltà nell’eseguire le notifiche in Italia in fase pre-fallimentare ovvero il fatto che il legale rappresentante risieda stabilmente in Italia restano sempre idonei a presupporre un collegamento significativo tra chi impersona l’organo amministrativo di una società ovvero chi maggiormente ha operato per la stessa, ed uno Stato, con conseguente applicazione della giurisdizione dello stesso.

Cass., Sez. Un., 17 febbraio 2016, n. 3059 (leggi la sentenza)

Vito Alessandro Leporalev.leporale@lascalaw.com

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