L'indennità di occupazione è percepita dal Custode giudiziario

Giudizio di divisione e incertezza sulla titolarità delle quote

Qualora sia incerta la titolarità della quota di immobili non pignorata, stante la natura petitoria del giudizio di divisione anche endoesecutivo che postula lo svolgimento dello stesso nei confronti di tutti i partecipanti alla comunione, la domanda di scioglimento andrà dichiarata improcedibile. Questo il principio espresso dalla sentenza del Tribunale di Roma n. 17950, del 23 settembreoggetto del presente commento.

Nel caso concreto, infatti, il Giudice nell’ambito di un giudizio di divisione endoesecutivo incardinato per ottenere lo scioglimento della comunione su bene immobile di proprietà pro quota del debitore esecutato, ha affermato che, per procedere allo scioglimento della comunione, è necessario in via pregiudiziale l’accertamento, da esperire d’ufficio, dell’esistenza attuale del diritto di proprietà in capo a tutti i condividenti. Come precisa la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione (n. 11638 del 26 maggio 2014), si tratta di una verifica formale, ossia basata su indici di appartenenza del bene desumibili dalle risultanze dei registri immobiliari e dei documenti catastali.

Per consolidata giurisprudenza, sia di legittimità che di merito, la documentazione che deve necessariamente depositarsi al fine di consentire la predetta verifica di qualità di “comunista”, ovvero l’esatta individuazione e proprietà del bene, nonché dell’integrità del contraddittorio, è l’estratto del catasto, nonché i certificati delle iscrizioni e trascrizioni relativi agli immobili, previste dall’art. 567 cpc.

In definitiva, in assenza di certezza sulla proprietà dell’immobile pignorato e sull’assenza di vincoli e pregiudizi, conseguibile solo attraverso idonea documentazione, non è possibile adottare alcuna statuizione in merito e la domanda andrà dichiarata improcedibile (Corte d’Appello di Roma, sentenza n. 2480 del 1.6.2011).

Nel caso concreto, il Giudicante – basandosi sul certificato ipocatastale e sulla relazione del custode giudiziario – ha ritenuto che risultasse incerta la titolarità della quota non pignorata dell’immobile poiché – mancando la continuità delle trascrizioni – non era stata accertata la qualità di eredi dei chiamati all’eredità di un condividente deceduto.

Ne consegue che, vista l’incertezza sulla titolarità della quota non pignorata dell’immobile, stante la natura petitoria del giudizio di divisione che prevede lo svolgimento dello stesso tra tutti i “comunisti”, il Giudice del Tribunale di Roma ha dichiarato improcedibile la domanda di scioglimento della comunione, compensando le spese di lite.

Tribunale di Roma, 23 settembre 2019, n. 17950

Margherita Vismara – m.vismara@lascalaw.com

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