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Gestione di NPLs e UTP: Banca d’Italia avvia un confronto con gli intermediari

In data 3 marzo, la Banca d’Italia ha pubblicato una nota illustrativa recante un “approfondimento sull’attività di gestione e recupero di crediti deteriorati” (di seguito la “Nota illustrativa”).

Come noto, in passato l’attività di recupero dei crediti deteriorati delle banche (c.d. “Non Performing Loans” o “NPLs”) veniva effettuata in proprio dalle banche medesime o affidate a società esterne specializzate, tra le quali le società di recupero, non vigilate dalla Banca d’Italia, titolari della licenza ex art. 115 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (“TULPS”). Nel corso degli ultimi anni, invece, le pressioni del regolatore e del mercato per ridurre l’incidenza degli NPL nei bilanci bancari e per migliorarne la gestione hanno indotto le banche a ricorrere a due principali modalità alternative di gestione degli NPLs: (i) la cessione diretta a terzi; (ii) le cartolarizzazioni.

Nel complesso, da questi sviluppi è scaturito un significativo aumento delle opportunità di business per le imprese operanti nel mercato della gestione e del recupero crediti. Il mercato, infatti, si è gradualmente ampliato e gli operatori specializzatisi stanno progressivamente spostando l’attenzione anche verso le posizioni classificate come inadempienze probabili (c.d. “Unlikely To Pay” o “UTP”).

La Banca d’Italia ha osservato che per queste posizioni sono richieste capacità gestionali e possibilità operative più avanzate rispetto a quelle necessarie per il mero recupero delle sofferenze bancarie e ha evidenziato, inoltre, come il buon funzionamento dell’industria del recupero sia alquanto importante. Da un lato, la maggiore efficienza ed efficacia degli operatori del settore si traduce in prezzi più elevati degli NPLs e, conseguentemente, in minori impatti delle cessioni di crediti sui bilanci delle banche venditrici; dall’altro, lo sviluppo dell’industria degli UTP può dare un significativo contributo alla quota di debitori in difficoltà che rientrano in bonis, con effetti benefici per il sistema bancario – riduzione degli NPLs – e per l’economia – maggiore crescita economica.

Sulla base di tali premesse, l’Autorità di Vigilanza ha ritenuto opportuno intraprendere un approfondimento ad ampio spettro sull’attività di gestione e recupero, avviando un confronto diretto con gli intermediari soggetti alla vigilanza. Gli obiettivi di tale interlocuzione sono i seguenti:

  • acquisire una visione complessiva degli operatori attivi nel comparto della gestione dei crediti deteriorati;
  • valutare eventuali misure in grado di estendere il quadro informativo sul fenomeno;
  • stimare le performance degli operatori nell’attività di recupero rispetto ai business plan iniziali;
  • verificare lo status del quadro regolamentare e l’efficacia delle attività di supervisione;
  • assicurare che gli intermediari vigilati adottino un adeguato e continuo presidio dei potenziali rischi;
  • garantire parità di trattamento concorrenziale fra gli operatori di mercato.

L’attività intrapresa da Banca d’Italia si sostanzia in confronti tecnici che, benché si svolgano presso l’intermediario, sono una forma di interlocuzione non ispettiva, di breve durata, con finalità prettamente conoscitive e ricognitive, volte ad ampliare le informazioni acquisite dall’Autorità di Vigilanza mediante gli ordinari canali di interlocuzione con i soggetti vigilati. Si tratta di un approccio flessibile – garantisce la Banca d’Italia –, adatto all’approfondimento di tematiche specifiche che coinvolgono in modo trasversale un ampio numero di soggetti vigilati. Qualora, tuttavia, dal confronto con l’intermediario emergessero ulteriori necessità di indagine, l’Autorità di Vigilanza potrà avviare appropriate iniziative di vigilanza ispettiva.

Da ultimo, la Nota illustrativa segnala che al termine dell’approfondimento verrà verificata la complessiva efficacia dell’assetto attuale anche in funzione di un eventuale intervento sui profili regolamentari, segnaletici e sull’azione di vigilanza.

Isabella Frisoni – i.frisoni@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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