Crisi e procedure concorsuali

Garanzia fideiussoria prestata dal socio illimitatamente responsabile di società di persone per debiti di quest’ultima

Sempre più di attualità risulta essere la situazione in cui una società di persone propone ammissione o risulta essere ammessa alla procedura di concordato preventivo.

In questa situazione, in considerazione della possibile estensione dell’effetto remissorio del concordato anche sui soci illimitatamente responsabili, si pongono due domande: 1) è possibile per i soci, in sede di proposizione del concordato, escludere uno o più beni personali? e 2) è possibile, per i creditori sociali, aggredire il patrimonio dei soci/fideiussori?

Andiamo con ordine.

Per rispondere a queste domande è necessario evidenziare, prima di tutto, che il concordato di una società di persone non coinvolge i soci illimitatamente responsabili. Infatti, diversamente da quanto previsto per il fallimento, dall’art. 147, che vede il ripercuotersi delle conseguenze della procedura sui soci, l’ammissione al concordato della società non determina l’automatico assoggettamento alla procedura anche dei soci.

In questa ottica va letto il secondo comma dell’art. 184, per il quale, sebbene i soci non siano coinvolti nel concordato della società, gli effetti di questo si estendono anche ai soci medesimi; ossia il pagamento parziale dei creditori sociali effettuato nel concordato ha effetto esdebitatorio per la società ed anche per i soci, i quali, quindi, dopo l’adempimento del concordato, non possono essere più chiamati a rispondere dei debiti residui della società (rimangono ovviamente esclusi da questa considerazione i debiti personali), salvo patto contrario, diretto a mantenere ferma la responsabilità solidale dei soci per la quota non soddisfatta nel concordato sociale.

In realtà, quindi, tutti i beni dei soci illimitatamente responsabili sono esclusi dal concordato preventivo della società, salvo che essi non decidano di conferirli, in tutto o in parte, a disposizione dei creditori sociali per l’adempimento del concordato sociale.

L’effetto esdebitatorio proprio consegue all’omologazione, ma proprio perché l’effetto del concordato è liberatorio anche nei confronti dei soci, questi, anche in pendenza del concordato, non possono essere escussi dai creditori sociali, indipendentemente dal fatto che il beneficium excussionis sia o meno applicabile, in caso contrario verrebbe vanificato l’effetto indicato.

Tuttavia, qualora i soci abbiano concesso fideiussione per i debiti della società ammessa al concordato, la situazione risulta più complessa.

In questo caso diviene necessario stabilire se prevale la posizione del socio o quella del fideiussore. Le Sez. Unite, con la sentenza 24/08/1989, n. 3749, hanno optato per la prima soluzione, affermando che “Ai sensi del comma 2 dell’art. 184 del r.d. 16 marzo 1942 n. 267, il concordato preventivo della società di persone – salvo patto contrario che va inserito, a pena di nullità, nella proposta – ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, ancorché questi abbiano prestato fideiussione a favore di taluni dei creditori per le obbligazioni sociali, in quanto il comma 1 dell’articolo citato, nello stabilire che i creditori anteriori al decreto di apertura del concordato conservano impregiudicati i diritti contro i coobbligati, i fideiussori dei debitori e gli obbligati in via di regresso, si riferisce ai terzi garanti o coobbligati che non siano soci“.

A questa soluzione si è poi allineata la giurisprudenza successiva, anche se, in senso contrario, va ricordata Cass. 12/12/2007, n. 26012, per la quale l’autonomia patrimoniale delle società di persone e la conseguente distinzione delle rispettive sfere giuridiche tra società e soci “escludono qualsiasi alterazione dello schema legale delle società di persone, consentendo alle parti, nell’esercizio della loro autonomia contrattuale, di aggiungere alla responsabilità illimitata e solidale del socio per le obbligazioni sociali un titolo diverso, in forza del quale al creditore è consentito, tra l’altro, di agire in sede esecutiva senza che il fideiussore possa avvalersi, in quanto tale, del beneficio di escussione”.

Sul punto recentemente la Suprema Corte si è trovata ad affrontare la questione, oggetto di contrasto, in relazione al potere di esdebitamento del concordato preventivo a svantaggio della garanzia ipotecaria, prestata su propri beni dal socio illimitatamente responsabile di società personale per i debiti di quest’ultima. Sul punto, la Sezione Prima civile, in considerazione della complessità della materia trattata, ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite.

29 maggio 2014

(Manuel Deamici – m.deamici@lascalaw.com)

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