Vigilanza

Fusione per incorporazione: l’applicabilità della disciplina dell’Opa obbligatoria

La Consob con la Comunicazione DCG/13018732 del 6 marzo 2013, risponde ad un quesito sull’applicabilità o meno della disciplina dell’OPA obbligatoria a carico di una società incorporata a seguito di un progetto di fusione per incorporazione.

Il quesito riguarda un progetto di fusione mediante il quale la Società X (incorporata) viene completamente integrata nella società Y (incorporante).

Posto che entrambe le Società risultano partecipate da una terza Società W la quale controlla di fatto la Società incorporante con una partecipazione del  47,96% , e detiene il 35,93% del capitale sociale della Società incorporata.

L’Autorità di Vigilanza poggia il suo responso negativo, nel senso cioè di inesistenza di obbligo di OPA nel caso specifico, sul presupposto dell’applicabilità della disciplina dell’OPA obbligatoria che il TUF identifica nell’esistenza di azioni della società in cui, a seguito dell’operazione (in questo caso fusione per incorporazione), venga superata la soglia rilevante ai sensi dell’art. 106.

Nel caso di specie, in linea teorica, sarebbe sostenibile la configurabilità di un’OPA da Consolidamento in quanto mentre la società incorporata aveva pre-fusione come principale azionista la società W con il 35% di partecipazione al capitale sociale e la quale partecipava altresì ad un patto parasociale che esprimeva un controllo coalizionale, la società incorporante avrà, post-fusione, come principale azionista la stessa società W che eserciterà però un controllo di fatto individuale. Tale ultima partecipazione sarebbe superiore di almeno il 5% a quella detenuta nella società incorporata pre-fusione, configurandosi così la situazione  delineata dall’art. 46 del RE in materia di OPA da consolidamento.[1]

La Consob ritiene inapplicabile al caso di specie la disciplina dell’ OPA obbligatoria in quanto la stessa dovrebbe avere  ad oggetto le azioni della società incorporata che vengono invece annullate per effetto della fusione per incorporazione con la conseguenza del venir meno dell’oggetto stesso dell’offerta.

L’Autorità precisa altresì che nel caso in cui al momento della fusione si dovesse realizzare da parte di qualsivoglia azionista, il superamento di una soglia rilevante nella società incorporante, emergerebbe un problema di applicabilità della disciplina de qua con riferimento a tale società.

Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura della Comunicazione Consob DCG/13018732 del 6 marzo 2013.

(Ornella Carleo – o.carleo@lascalaw.com)



[1]L’obbligo di offerta di cui all’articolo 106, comma 3, lettera b), del Testo unico consegue all’acquisto, anche indiretto ai sensi dell’articolo 45, di più del 5 per cento del capitale sociale rappresentato da titoli che attribuiscono diritti di voto[…]”,  delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 (TUF), art. 46.

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