Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

Fusione per incorporazione: integrazione delle società coinvolte

L’incorporazione per fusione dà origine ad un fenomeno di unificazione paritaria mediante l’integrazione reciproca delle società partecipanti alla fusione, non estinguendo la società incorporata e non creando un nuovo soggetto di diritto; ciò che si determina, dunque, è soltanto un fenomeno evolutivo-modificativo della società incorporata che conserva la propria attività pur in un nuovo assetto organizzativo.

Quanto precede, trova conferma nella formulazione dell’art. 2504 bis c.c. che, al 1° comma, stabilisce che: “La società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione”; in buona sostanza, il centro di imputazione unitario dei rapporti giuridici, anche processuali, preesistenti alla fusione deve identificarsi nel soggetto unificato che, pur riscontrando la presenza di un nuovo assetto organizzativo, conserva la propria identità.

Il Tribunale di Roma con la sentenza n. 18787 del 17 dicembre 2020, in tal senso, è chiarissimo nell’affermare espressamente che: “La fusione per incorporazione non estingue la società incorporata né crea un nuovo soggetto giuridico, ma determina piuttosto l’unificazione mediante integrazione reciproca delle società partecipanti alla fusione”, specificando ulteriormente che “l’incorporante viene considerata come soggetto che prosegue l’attività dell’incorporata, avendo anche la legittimazione attiva e passiva dell’incorporata”.

Tale impostazione, che trae vigore dall’affermazione della tesi c.d. “modificazionista”, si è posta in netta contrapposizione rispetto alla tesi della successione, secondo cui, invece, la fusione per incorporazione era un fenomeno analogo o, addirittura, corrispondente a quello della successione a titolo universale (si veda Cass. n. 14383/2000; Cass. n. 8572/1999; Cass. n. 6298/1999; Cass. n. 810071997).

Ebbene, il carattere innovativo del nuovo orientamento risiede nel fatto che tra la società incorporata e quella risultante dalla fusione non si verifica alcuna alterità soggettiva, bensì un fenomeno integrativo in virtù del quale, ad esempio, i singoli rapporti giuridici afferenti alle società pre-fusione confluiscono nel patrimonio unificato e conservano “il loro nesso di derivazione dalla fonte originaria, verificandosi una variazione soggettiva meramente formale che non estingue un soggetto e correlativamente non ne crea uno nuovo” (in senso conforme Cass. ord. n. 2637/2008).

Trib. Roma, Sez. VI, 17 dicembre 2020, n. 18787

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

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