Credito Al Consumo

Foro del consumatore: l’elemento significativo è lo scopo perseguito al momento di conclusione del contratto

Cass., 5 maggio 2015, n. 8904

Con una recentissima pronuncia, la Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi in tema di regolamento di competenza, ha chiarito che: “la qualifica di consumatore, rilevante ai fini dell’applicabilità dell’art. 33 D.Lgs 206/2005, spetta alle sole persone fisiche che concludono un contratto per la soddisfazione di esigenze di vita quotidiana estranee all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata, dovendosi, invece, considerare professionista il soggetto che stipuli il contratto nell’esercizio di una siffatta attività o per uno scopo a questa connesso.”

Ne consegue la mancata applicabilità delle norme di cui al D.Lgs 206/2005 al soggetto che, in vista di intraprendere un’attività imprenditoriale, cioè per uno scopo professionale, stipula contratti di fornitura di beni e servizi indispensabili per l’esercizio dell’attività stessa, con conseguente mancata applicabilità delle norme del Codice del Consumo e del Foro del consumatore per le eventuali controversie.

La ragione, spiega la Cassazione, risiede nella seguente motivazione: “ai fini dell’assunzione della veste di consumatore, l’elemento significativo non è il “non possesso”, da parte della “persona fisica” che ha contratto con un “operatore commerciale”, della qualifica di “imprenditore commerciale” bensì, secondo la lettera della legge (cfr. art. 12 preleggi, comma 1 prima parte), lo scopo (obiettivato o obiettivabile) avuto di mira dall’agente nel momento in cui ha concluso il contratto”.

In buona sostanza, precisa la Suprema Corte, laddove “la prospettiva di intraprendere una futura attività deve emergere dalla oggettive circostanze del contratto ed essere concreta e attuale, non rilevando ipotetiche intenzioni o vaghe aspettative, non definite quanto a tempi e possibilità di realizzazione”.

Pertanto, nel caso loro sottoposto, gli ermellini hanno escluso che il corso di formazione professionale oggetto del contratto, seppur valutato alla luce dell’iscrizione del ricorrente (lavoratore dipendente)  all’albo degli ingegneri, costituisse elemento presuntivo idoneo a non ravvisare la sussistenza di un rapporto di consumo, ritenendo conseguentemente applicabile il Foro del consumatore.

25 maggio 2015

Alessandra Palermo – a.palermo@lascalaw.com

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