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Formula esecutiva digitale: funzionerà?

Con la legge 18 dicembre 2020, n. 176 di conversione, con modificazioni, del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, il c.d. Decreto ristori, è stata introdotta una nuova modifica che consente al cancelliere il rilascio in forma di documento informatico della formula esecutiva dei titoli giudiziali, previa istanza da depositarsi, sempre in modalità telematica, da parte del difensore.

Si fa riferimento alla formula esecutiva che, ai sensi dell’art. 475 c.p.c. deve accompagnare le sentenze e gli altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria e gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale, affinché gli stessi possano valere come titolo per l’esecuzione forzata.

Già prima dell’entrata in vigore della norma, pubblicata in Suppl. ordinario n. 43 alla G.U. n. 319 del 24 dicembre 2020, i Tribunali per far fronte all’emergenza sanitaria in corso avevano adottato dei protocolli interni volti alla digitalizzazione della procedura.

Nel giugno 2020 il Presidente del Tribunale di Latina, ma anche il Tribunale, la Corte d’Appello, l’UNEP ed il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino aveva autorizzato il rilascio delle copie esecutive di decreti ingiuntivi, sentenze ed ordinanze in formato digitale.

Il difensore poteva autonomamente autenticare le successive copie della formula esecutiva, conformi a quella rilasciata digitalmente dalle Cancelliere, apponendovi la formula di attestazione di conformità espressamente individuata nel Protocollo.

Sono sorte, tuttavia, non poche problematiche nella prassi perché in molti casi l’Ufficiale Giudiziario, chiamato a portare in esecuzione il titolo, sollevava contestazioni per due ordini di ragioni: prima di tutto perché vi erano dei dubbi sull’unicità del titolo (essendo una copia digitale e con attestazione di conformità da parte del legale, vi era il rischio di duplicazione di titoli esecutivi) e in secondo luogo perché, non essendo possibile imporre a tutti i Tribunali dei protocolli sottoscritti solo da alcuni di essi, veniva messa in discussione anche la validità dei titoli.

Proprio l’esigenza di armonizzare la disciplina e la necessità di contenere il contagio da Codiv-19, ha spinto il legislatore all’introduzione dell’art. 23, comma 9 bis, della L. 176/2020.

Dalla lettura della norma si comprende come:

  • la spedizione del titolo in forma esecutiva può farsi soltanto alla parte a favore della quale fu pronunciato il provvedimento;
  • la copia esecutiva digitale viene rilasciata dalla Cancelleria e non è altro che una copia del provvedimento in calce al quale viene apposta la formula esecutiva e la firma digitale del cancelliere, che va a sostituire il sigillo previsto dall’art. 153 disp. att. c.p.c., nonché l’indicazione della parte a favore della quale è rilasciata.
  • l’avvocato, per avvalersi della copia esecutiva digitale, dovrà scaricare il provvedimento dal fascicolo informatico e attestarne la conformità ai sensi dell’art. 16 undecies del D.L. n. 179/2012. La copia scaricata dal fascicolo informatico e munita dell’attestazione di conformità è equiparata sostanzialmente all’originale.

Questa novità, se da un lato ha una notevole valenza, in quanto dimostra la propensione al cambiamento e all’evoluzione dei processi, dall’altro lascia non pochi dubbi visto il rischio, già rappresentato in questi mesi, di duplicazione dei titoli esecutivi, in violazione dell’art. 476 c.p.c., e di rifiuto da parte degli Uffici NEP di portare in esecuzione i provvedimenti.

Vedremo quindi nei prossimi mesi quali saranno i risvolti applicativi di questa importante novità.

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Nunzia Gaetani – n.gaetani@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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