Contratti Bancari

Forma scritta e firma del funzionario

Tribunale di Reggio Emilia, 28 aprile 2015 (leggi la sentenza)

Viene segnalata ai lettori di Iusletter la decisione del Tribunale di Reggio Emilia in oggetto, che – uniformandosi al più recente orientamento giurisprudenziale, confermato anche dalla Suprema Corte – ha ritenuto di non condividere la tesi (che aveva trovato accoglimento presso qualche giudice di merito), secondo la quale la forma scritta richiesta per i contratti bancari non sarebbe rispettata laddove non siano riportate sullo stesso documento le firme di entrambe le parti.

Di seguito, si riportano le motivazioni che hanno fondato la decisione oggi evidenziata.

Il Tribunale, prima di tutto, ha osservato che non è necessaria la contestuale firma della banca, soprattutto “laddove, come nel caso che qui occupa, risulti la predisposizione del contratto da parte della banca stessa, la firma del correntista e la consegna del contratto al cliente (…). L’approvazione scritta da parte della banca, infatti, rende non necessaria l’ulteriore approvazione del proponente, dal momento che la volontà negoziale è già espressa nel documento da lui predisposto e che la mera carenza formale di firma non potrebbe in ogni caso legittimare la banca né ad impugnare il contratto né a sottrarsi alle regole in esso sancite”.

Inoltre, la forma scritta “può essere integrata dalla semplice sottoscrizione di un contraente per accettazioni delle dichiarazioni provenienti dall’altro (Cass. n. 23966/2004), e comunque la dichiarazione di volontà di avvalersi della scrittura privata da parte del contraente che non l’abbia sottoscritta, realizza un equivalente della sottoscrizione anche quando non avvenga in sede giudiziale (Cass. n. 22223/2006, Cass. n. 23966/2004 e Cass. n. 8983/2003). Discende, in conclusione, che anche a volere ritenere non ritualmente firmato il contratto da parte della banca, deve comunque ritenersi integrato il requisito della forma scritta, ciò che consente di ritenere assorbita l’ulteriore argomentazione difensiva della convenuta in ordine al fatto che, diversamente opinando, si offrirebbe tutela al contraente che, maliziosamente abusando di una posizione di vantaggio conferita dalla legge e della buona fede contrattuale, censura come nullo un contratto bancario eseguito per anni senza contestazioni da entrambe le parti”.

22 giugno 2015

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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