Crisi, Restructuring e Utp

Forma scritta del contratto di negoziazione di valore mobiliari: sufficiente la sottoscrizione del cliente

Tribunale di Mantova, sez. II Civile, 24 febbraio, n. 260 (leggi la sentenza per esteso)

Nell’ambito di un giudizio promosso dall’investitore per la declaratoria di nullità del rapporto disciplinante la prestazione dei servizi di investimento, ai sensi dell’art. 23 TUF, per non essere stato sottoscritto da un legale rappresentante della Banca (con conseguente dichiarazione di nullità delle operazioni di investimenti in obbligazioni eseguite), il Tribunale di Mantova – con sentenza n. 260 depositata in data 24.2.2014 – ha ritenuto sufficiente a soddisfare il requisito della forma “il contratto di negoziazione sottoscritto soltanto dal cliente e recante la dichiarazione unilaterale ricognitiva di aver ricevuto copia di un esemplare dello stesso debitamente firmato da soggetto abilitato dell’istituto di credito contraente”.

Il Tribunale ha, infatti, distinto la forma del contratto richiesta dall’art. 1350 cod. civ. da quella dell’art. 23 T.U.F., rilevando che la prima richiede l’estrinsecazione della volontà di entrambe le parti, in ragione della ratio della norma (i.e., garantire la ponderazione degli interessi di entrambe le parti nel trasferimento dei diritti reali), mentre la seconda è diretta a tutelare gli interessi di una delle parti, derivanti solamente dalla conoscenza del contenuto contrattuale.

Di talché, la forma scritta richiesta dall’art. 23 TUF per i contratti di negoziazione concernenti valori mobiliari, essendo preordinata alla protezione del contraente debole, garantendo la trasparenza del mercato e la corretta informazione all’investitore, può ritenersi soddisfatto il requisito strutturale del negozio anche con una dichiarazione ricognitiva del cliente, contenete l’avvenuta ricezione di una copia del contratto sottoscritta dalla controparte contrattuale.

25 giugno 2014

(Carmela Prencipe – c.prencipe@lascalaw.com)

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