Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Forma scritta: conferma dal Tribunale di Monza

Sul tema della forma scritta nei contratti bancari, è di recente intervenuto anche il Tribunale di Monza, confermando la validità del contratto cd. monofirma.

All’esito di un giudizio promosso da una società verso una Banca (assistita dal nostro Studio), il magistrato non ha avuto alcun dubbio nel ritenere perfettamente valida e vincolante la documentazione contrattuale allegata in giudizio, peraltro dall’Istituto di credito.

L’attrice, che ha promosso un contenzioso sollevando le “rituali” contestazioni in tema di anatocismo, ius variandi, cms ecc. solo a seguito dell’avvenuta produzione dei documenti contrattuali da parte della Banca, ne ha affermato l’invalidità per asserito difetto di forma scritta, in quanto mancante la sottoscrizione da parte dell’Istituto di credito.

Ebbene, nella sentenza in commento, il Giudice di prime cure, ritenendo infondate le avverse censure, ha chiaramente evidenziato come “la documentazione prodotta dalla Banca non costituisce mera dichiarazione unilaterale ricognitiva del contratto concluso, bensì riproduce il testo con le condizioni ed i patti dell’accordo, posto in forma di lettera di risposta per ricezione ed accettazione, da parte della Correntista, della proposta negoziale della Banca, specificamente sottoscritta sia con riferimento alle condizioni generali di erogazione del servizio, sia relativamente alle condizioni economiche in concreto applicate al rapporto di conto corrente ed ai servizi correlati, anche con riferimento alle clausole soggette a specifica approvazione.”

Ma di più. Aggiunge il magistrato che “in ogni caso, conformemente all’orientamento della Suprema Corte, anche a voler ritenere che non risulti una copia firmata del contratto da parte della Banca, l’intento di questa di avvalersi del contratto risulterebbe comunque, oltre che dal deposito del documento in giudizio, dalle manifestazioni di volontà da questa esternate alla Società correntista già nel corso del rapporto di conto corrente, “da cui si evidenziava la volontà di avvalersi del contratto (bastano a tal fine le comunicazione degli estratti conto) con conseguente perfezionamento dello stesso” (così, Cass. n.4564 del 22/03/2012 in motivazione).”

La pronuncia oggi segnalata si inserisce in un panorama giurisprudenziale alquanto eterogeneo nel quale, come noto, il tema sottoposto al Tribunale di Monza non trova sempre analoga soluzione. Come noto, del resto, la questione è al vaglio delle Sezioni Unite.

Tribunale di Monza, 24 aprile 2017, n. 1200

Paola Maccarronep.maccarrone@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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